Banner Conad
Carlo Rinaldo

Carlo Rinaldo: eccesso degli incarichi esterni nella pubblica amministrazione

“Tutto il mondo è paese!” facendo riferimento ai problemi delle amministrazioni di Milano, Roma, del Governo, della Calabria e così via di tutti gli enti pubblici. Tra le tante cause, in concorso tra di loro e che si intrecciano tra aspetti legali, di costi e di opportunità politica e amministrativa, io tratto quello della presenza dei troppi esterni presenti dal punto di vista della opportunità.

Dunque, al di là della violazione delle leggi (sempre da appurare) e degli elevati costi degli incarichi esterni, se gli indirizzi per la pubblica amministrazione sono sempre più finalizzati a rafforzare in chiave sistemica i processi di apprendimento istituzionale e la capacità amministrativa dei dipendenti nei vari settori dell’intervento pubblico, la realtà dei troppi esterni è stridente.

Carlo Rinaldo

Tutti i processi di modernizzazione e innovazione della pubblica amministrazione hanno in comune l’attenzione al miglioramento delle strutture esistenti, la valorizzazione delle competenze interne e il recupero di efficienza nell’uso delle risorse umane. Richiedono alle amministrazioni capacità di riprogettare processi di lavoro efficaci e di impiegare in modo efficiente le risorse necessarie per produrre i risultati prefissati e molti milioni e ore lavorative, ormai da anni, si stanno spendendo per la formazione dei dipendenti.

La linea interpretativa in materia di incarichi esterni è alquanto restrittiva dal momento che, in un’ottica di contenimento dei costi e di valorizzazione delle risorse interne alle amministrazioni pubbliche, queste devono, in base al principio dell’autosufficienza, svolgere le loro funzioni con la propria organizzazione e con il proprio personale potendo solo in casi eccezionali ricorrere all’impiego di personale esterno.

Il problema dell’eccessivo ricorso a questo solleva dubbi sulla corretta gestione delle risorse pubbliche, sull’efficienza dell’azione amministrativa e sulla opportunità politica e amministrativa, soprattutto se tali incarichi non sono giustificati da specifiche esigenze, se violano norme sull’inconferibilità e incompatibilità o se duplicano incarichi e funzioni già assegnati. Anche se a volte si tende a giustificarne le assegnazioni con la gratuità dell’incarico, sempre più spesso i compiti sono duplicati e triplicati mortificando la ormai molto ricambiata e ringiovanita categoria dei pubblici dipendenti e quella dei già incaricati e delegati politicamente alla amministrazione dell’ente creando anche intralcio.

L’approccio equilibrato deve tenere conto delle esigenze di efficienza e della corretta gestione delle risorse pubbliche, intese anche come personale e non solo economicamente.

Condividi questo contenuto