La storia straordinaria di un’eccellenza cosentina che conquista l’Europa tra medicina e alta cultura.
La realtà supera la finzione televisiva nel cuore della Calabria. Mentre il pubblico Rai si appassiona alle vicende di Dante Balestra nella serie “Un professore”, a Cosenza opera un esempio reale di eccellenza pedagogica e artistica: Pierpaolo Furlano. Insegnante di disegno anatomico presso l’Istituto Paritario “Scuole Riccardo Misasi” (Scuola Media Bilingue e Liceo Scientifico Internazionale), Furlano rappresenta quel “talento made in Calabria” riconosciuto e premiato in tutta Italia, capace di coniugare una rigorosa competenza scientifica a un fattore umano fuori dal comune.
Pierpaolo nasce artista, guidato da una vocazione innata che si manifesta fin dai primissimi anni di vita: a soli due anni i pavimenti e i muri di casa diventano le sue prime tele spontanee e a dieci anni dipinge già la sua prima vera opera a olio, un’intensa raffigurazione di Cristo alla colonna. Questa profonda vena creativa affonda le sue radici in un’eredità familiare preziosa, trasmessa da papà Vincenzo, storico capotreno delle Ferrovie Calabro Lucane ma anche uomo dall’immenso estro creativo. Il padre, che insieme a mamma Marisa ha festeggiato i 62 anni di matrimonio nel gennaio 2026, lavorava magistralmente il legno e non solo; da giovane ha scritto diverse poesie, vinto concorsi e realizzato ben 63 anni fa uno straordinario lampadario interamente a mano, un’opera d’arte talmente complessa e unica da essere considerata inestimabile sotto il profilo del valore economico.
Fortificato da questo ambiente stimolante e guidato da una profonda fede cristiana cattolica, attivamente vissuta nel Rinnovamento nello Spirito e nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto sotto la guida del parroco don Aldo Giovinco, il professor Furlano unisce una sensibilità unica a un curriculum accademico d’altissimo livello. Laureato con 110 e lode in Pittura con indirizzo in Illustrazione Medico-Scientifica all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, ha conseguito la specialistica in Arti Visive dello Spettacolo con il massimo dei voti. Il suo percorso vanta inoltre un diploma in arte di scalpellino (30/30 e lode), un diploma di restauratore lapideo e uno nello studio e restauro di stoffe e arazzi della Calabria del Cinquecento, oltre a un baccalaureato in Scienze Religiose e all’abilitazione all’insegnamento conseguita nel 2025.
Dal 2024, la sua presenza all’interno della squadra didattica delle Scuole Riccardo Misasi ha rivoluzionato il concetto stesso di insegnamento, rendendolo il docente più amato dagli studenti. Furlano applica quotidianamente una pedagogia dell’ascolto attivo e dell’inclusione, in cui l’errore cessa di essere un fallimento per tramutarsi in uno strumento fondamentale di crescita. Ispirandosi al principio vichiano del “Verum ipsum factum”, la sua didattica stimola i ragazzi a essere soggetti attivi del proprio percorso educativo, fondando il rapporto con gli alunni e con le failures su una profonda e reciproca fiducia.
“Chi ama capisce meglio, prima e di più”, spiega il professor Furlano. “Il cuore che ama comprende più della mente. Nel linguaggio biblico la ‘Scienza’ è la capacità di conoscere il mondo non per dominarlo, ma per scoprirne ed apprezzarne sempre più la bellezza, riconoscendo Dio come Creatore che ce ne ha fatto dono in modo assolutamente gratuito.”
La firma dell’artista cosentino non illumina solo le aule scolastiche; è impressa anche sui più autorevoli atlanti medici europei. Specialista di rilievo assoluto nel disegno anatomico, Furlano ha collaborato con l’Università di Parigi e l’Università di Roma Tor Vergata, realizzando tavole scientifiche sul bulbo oculare e sulla riabilitazione visiva. Il suo tratto millimetrico è stato richiesto dall’Università Magna Graecia di Catanzaro per i reparti di cardiologia e maxillo-facciale, dall’Azienda Ospedaliera Annunziata di Cosenza per i reparti di chirurgia epatobiliare, neurologia e urologia, e dal S.Anna Hospital di Catanzaro per la chirurgia vascolare. Questa branca della sua attività si è concretizzata anche nella pubblicazione della monografia personale intitolata “Il cranio, evoluzione infantile, osteologia – miologia” del 2012 e nel terzo posto nazionale ottenuto al prestigioso premio di illustrazione medico-scientifica “Giliola Gamberini” a Bologna nel 2015.
La definitiva consacrazione nel panorama artistico contemporaneo è giunta nel 2011, anno della sua doppia partecipazione alla storica 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (Padiglione Italia), curata da Vittorio Sgarbi. Scelto personalmente dallo staff del curatore, Furlano ha esposto a Milano (Sala del Re) e a Torino (Sala Nervi) un’opera monumentale e rivoluzionaria: un Cristo in cartone alto 2 metri e 15 centimetri, interamente privo di anima o supporti interni. Sgarbi stesso ne ha elogiato pubblicamente la maestria, sottolineando la straordinaria “genialità nell’usare un materiale povero trasformandolo in prezioso”, mentre il critico Giorgio Gregorio Grasso lo ha definito “un brillante, geniale, talentuoso e rivoluzionario artista cosentino tra i futuri grandi dell’Arte”.
Consacrato internazionalmente dalla critica, Furlano continua a rappresentare un punto di riferimento insostituibile per il territorio. Nonostante i riconoscimenti e il premio conferitogli nel 2012 dalla Commissione Cultura del Comune di Cosenza sotto il titolo provocatorio di “Nemo Propheta in Patria”, la promessa istituzionale di valorizzare questo talento con un’opera pubblica nella sua città natale attende ancora di essere concretizzata. Questo documento intende riaccendere i riflettori su una figura eclettica, capace di onorare le proprie radici attraverso una costante ricerca estetica e un quotidiano, silenzioso impegno educativo a beneficio delle nuove generazioni calabresi.

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