Se ne è occupato anche il Corriere della Sera, la notizia è di quelle che bucano: Coprifuoco per i ragazzini dai 14 anni in giù a Praia a Mare.
Un’ordinanza del sindaco Antonino De Lorenzo che vieta ai “fanciullini” di uscire da mezzanotte e mezza alle 7 del mattino. E la multa è anche esemplare: 100 euro per i “giovanotti” e 250 per i genitori o per chi ne esercita la vigilanza.
E’ un “atto dovuto” ha spiegato al Corriere della Sera il sindaco ed è’ collegato ai problemi di sicurezza.
Perché la notte a Praia inizia ad essere rumorosa e sono soprattutto i giovanissimi a non frenare il loro entusiasmo e la loro voglia di “far casino”.
Una ordinanza che è un misto tra una provocazione e una necessità di dare una frenata e porre in equilibrio tra chi vuole fare notte e chi di notte vorrebbe dormire.

Certamente una ordinanza che ha in pratica centrato un rapporto anche “troppo leggero” tra i genitori moderni e figli lasciati troppo spesso per le strade di una notte ch3 rappresenta sempre una grande incognita soprattutto per chi ha una certa età, ma i tempi sono cambiati e il ragazzino di 12 anni o 13 si sente in grado di affrontare queste ore delicate.
Ed è per questo che tutto a questi figli sembra dovuto. E poi sono genitori che non si accontentano ormai di restare a casa, ma hanno la necessita della cenetta, dell’uscita con gli amici, del concerto.
Sono tempi moderni, tempi di mancanza di sacrificio e un figlio a volte è trattato più come un pacco postale che per un bambino che a quell’età ha bisogno di una guida e di una certa disciplina anche e soprattutto negli orari. Insomma se non ci pensano le famiglia a Praia ci ha pensato un sindaco che con questa ordinanza si è comportato come un vero “padre di famiglia”.
Anche se lo stesso sindaco ancora confessa al Corriere della Sera “Sono pronto a revocarla se solo i genitori facessero per intero il loro dovere.
Noi l’abbiamo pensata e attuata per proteggere i 14enni che girano in maniera incontrollata per tutta la notte cercando di aggredire i loro coetanei o arrecare danno alle strutture balneari. Sembra che sia il loro gioco preferito».
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