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Padre Fedele e la promessa di Checchinato: ”Gli permetterò di celebrare messa in pubblico”

Il vescovo Checchinato: “Appena padre Fedele ne avrà le forze gli permetterò di celebrare messa in pubblico”. Arriva finalmente la dichiarazione che in tanti aspettavano. Padre Fedele non sta bene, sono giorni che è aggrappato alla vita. Padre Fedele è forte, non vuole mollare e soprattutto sta ricevendo da parte di tutti non solo attestati di stima e di grande amore, ma nello stesso tempo anche visite e carezze.

L’ultima l’ha ricevuta proprio dal sindaco di Cosenza Franz Caruso che in un post lungo questa mattina ha scritto a cuore aperto e riportato le sue emozioni nel vederlo: “Sono andato da lui per accarezzarlo, per testimoniargli i sentimenti di un affetto e di una vicinanza profonda e sentita anche a nome della sua città e di tutti i cosentini, soprattutto di quelli più fragili e disagiati, per i quali è riuscito a realizzare opere di solidarietà e di sostegno concreto, che rappresentano, a tutti gli effetti, monumenti di civiltà materiale e immateriale”.

Padre Fedele e il vescovo Checchinato

Nelle parole del sindaco Caruso la sintesi di una vita spesa per gli altri. Padre Fedele rappresenta per la città una montagna della solidarietà e quella frase tra le famiglie “andiamo a portare i vestiti da Padre Fedele” è diventata una frase che accomuna tutti quelli che hanno desiderio di mettersi a disposizione per chi non è fortunato, per chi vive in condizioni difficili ed estreme. “Andiamo a portare i vestiti da Padre Fedele” perché è sempre stato lui il punto di riferimento, l’ancora di salvezza, ma quell’uomo ora è in un letto con quel desiderio che gli è rimasto nel cuore.

Un desiderio che con le parole del vescovo Checchinato rilasciate in esclusiva ad Andrea Gualtieri giornalista di Repubblica si potrà avverare, ma adesso serve tanta forza per rialzarsi da quel letto e tutta Cosenza prega per lui. Pronta ad ascoltare una messa da celebrare possibilmente in quella curva di uno stadio che è la seconda casa sua. Perché in quel giorno saremo in tanti.

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