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Piste ciclabili, il Comitato per il No plaude al Comune di Rende: «Una scelta di buonsenso la rimozione tra via Verdi e via Volta»

Il Comitato “No alle piste ciclabili” accoglie con favore la decisione del Comune. Salvatore Fortino: «Spostarle è la mossa giusta per la sicurezza e il commercio».

Applaudiamo la decisione del Comune di spostare le piste ciclabili che fino a qualche giorno fa insistevano in buona parte di via Verdi e via Volta, per più motivi.

Innanzitutto, perché queste piste, come ha tra l’altro dimostrato la relazione di parte redatta da un professionista abilitato incaricato da noi, restringevano in maniera sensibile la carreggiata di un’arteria cittadina trafficatissima anche da mezzi pesanti (bus, autocarri e camion).

Questo restringimento ha provocato spesso ingorghi e, pertanto, messo a rischio l’incolumità di pedoni e automobilisti. Ma è statp fonte di pericoli anche per gli stessi ciclisti, considerato che i cordoli offrivano scarsa protezione nei momenti in cui il traffico era più intenso.

In secondo luogo, il restringimento della carreggiata ha provocato non pochi danni alle attività commerciali della zona perché, ovviamente, ha comportato anche la riduzione delle aree destinate a parcheggio. Di questi danni offre una testimonianza veritiera il calo dei fatturati subito da tutti gli esercenti, che va oltre i dati delle crisi economiche generali (e, forse, non a caso alcuni di essi hanno addirittura abbassato le saracinesche probabilmente per sempre).

Un ulteriore elemento di pericolo, per ciclisti e automobilisti era costituito dai passaggi situati all’altezza delle intersezioni tra i palazzi, in prossimità delle quali i ciclisti dovevano dare la precedenza o, addirittura, fermarsi.

Infine, nel corso dei quasi due anni intercorsi tra la creazione delle piste e la loro rimozione, abbiamo verificato, nella nostra qualità di osservatori privilegiati perché residenti ed esercenti della zona, che di queste infrastrutture si sono serviti pochissimi ciclisti. Le hanno utilizzate pochi riders, alcuni pedoni, come se fossero le estensioni dei marciapiedi e alcune persone alla guida di monopattini o bici elettriche. Poco o nulla a che fare con lo scopo per cui le piste sono state finanziate e realizzate.

Apprendiamo con piacere che queste strutture saranno spostate in zone più consone, dove i ciclisti potranno servirsene in piena sicurezza.

Il presidente del Comitato spontaneo “no alle piste ciclabili” Salvatore Fortino

Piste ciclabili a Rende
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