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Cerisano, quell’ultimo spaghetto di fine festival con il sindaco Lucio Di Gioia

Sindaco siamo pronti per lo spaghetto finale?”. Sono le due di notte, la musica tra i vicoli del borgo di Cerisano si spegne. Il Festival delle Serre è terminato, ma c’è’ il momento più importante, quello liberatorio, applausi. Eccolo il sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia circondato da uno staff che in questi giorni ha dato tutto per la riuscita di un festival che ogni sera ha registrato il tutto esaurito.

Arriva lo spaghetto ed eccoli gli aneddoti di giorni di passione, corsa e cura del dettaglio. Si pensa già al prossimo anno ed è questa la forza di un evento che fa partire il mese di settembre con quel brio che serve per affrontare un rientro di per se traumatico. Teatro, jazz, cinema, ad ogni spettacolo il pubblico ha preso posto almeno un’ora prima dell’inizio. La gratuità degli spettacoli ha imposto la legge del “chi prima arriva si accomoda”.

Ed è tutto un valzer in un borgo che in queste serate è riuscito a regalare ai visitatori quelle emozioni che solo un vero festival sa dare. Perché il Festival delle Serre ha una sua originalità e la mantiene ormai da anni. Il borgo di Cerisano è un vero e proprio teatro sotto le stelle con i ristoranti e i locali che coccolano spettatori attenti e esigenti. Il profumo dei fritti e le polpette calde fanno parte di questo contesto unico con uno spazio che diventa comune.

Al Palazzo Sersale la location dei concerti jazz è stata molto apprezzata con l’acustica perfetta, con artisti del calibro di Simona Molinari, Mario Rosini Quartet feat. Daniele Scannapieco, John Patitucci, Servillo-Girotto-Mangalavite e Walter Ricci. Riflettori puntati anche sul Teatro A. Saccoman con gli spettacoli di Dario Bandiera, Maurizio Casagrande, Andrea Rivera, Paola Turci e Gino Castaldo, Paolo Conticini. Ad ogni fine serata chi si è esibito sul palco non è andato via, ma si è piacevolmente intrattenuto in una Cerisano che da mezzanotte si è trasformata in una discoteca ad effetti speciali. Siamo al caffè e all’amaro e il sindaco confessa: “Sono stanco ma contento. Questo festival anno dopo anno riesce a mantenere la sua identità”.

Perché il Festival delle Serre è il Festival delle Serre…

 

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