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Commissione Europea, bloccati 834 milioni di fondi all’Italia

Non c’è solo la Calabria, che ha 797 milioni di pagamenti del Por Fesr sospesi dall’inizio 2012 (ma presto lo stop potrebbe essere revocato) tra le regioni italiane inadempienti

Commissione EuropeaNon c’è solo la Regione Calabria nel mirino della Commissione Europea che è pronta a tagliare i fondi strutturali previsti nel periodo 2007-2013 se non verranno investiti correttamente entro il 31 dicembre prossimo.
Un allarme lanciato anche nei giorni scorsoi dal neo presidente Oliverio anche se la nostra Regione è in buona compagnia: in tutto oltre ai 797 milioni di pagamenti del Por Fesr sospesi per la Calabria dai primi mesi del 2012, anche se dall’UE hanno fatto sapere come ci sia “un chiaro passo avanti e si prevede che le condizioni per revocare lo stop saranno soddisfatte presto”, ci sono altri 834 milioni di euro a rischio.
Infatti I servizi della direzione generale per le Politiche regionali hanno per il momento bloccato 523 milioni di euro di pagamenti del Programma operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Por-Fesr) in Puglia da luglio 2014, 45 milioni del Por Fesr Lazio da ottobre 2014 e 20 milioni del Por Fesr Abruzzo da ottobre 2014. Altri 246 milioni del Programma nazionale Sicurezza per lo sviluppo sono stati prima interrotti da ottobre 2013 e successivamente sospesi.
Come ha riferito il portavoce della Commissione Ue, Jakub Adamowicz, “i pagamenti sono stati sospesi o interrotti soprattutto per ragioni di funzionamento inadeguato dei sistemi di controllo e gestione. Ma questo non significa che i fondi siano perduti: se le autorità di gestione dei programmi si metteranno in regola, riprenderemo i pagamenti e pagheremo retroattivamente le cifre che sono state bloccate”.
Resta il fatto che l’Italia, a cui nel periodo 2007-2013 era stato destinato un totale di circa 28 miliardi di euro, procedere a rilento: con il 63,3% di fondi assorbiti si trova infatti tra le ultime dei Paesi Ue e peggio di lei fanno solo Repubblica Ceca (63,2%), Slovacchia (60,1%), Romania (56,3%) e Croazia (45,1%) mentre ad esempio Polonia e Spagna, i due più ricchi con 67,1 e 34,6 miliardi, hanno un tasso di aiuti assorbiti pari rispettivamente all’85,3% e 72,8%. E la Lituania ha utilizzato il 93,7% dei 6,7 miliardi a disposizione mentre e il Portogallo attualmente è arrivato a quota 92,6% sui 21,4 miliardi disponibili. L’Italia invece rischia di partire già in ritardo sulla prossima tranche, dal 2014 al 2020, che prevede per il nostro Paese 32,8 miliardi.

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