Il 72enne dirigente di origini varesine nominato dal Consiglio dei Ministri dovrà gestire una situazione delicata sia economicamente che dal punto di vista occupazionale
Finalmente la Calabria ha un nuovo commissario per la Sanità: è il 72enne Massimo Scura, scelto dal Consiglio dei Ministri nella rosa dei papabili per andare a sostituire il generale della Guardia di finanza in pensione Luciano Pezzi che negli ultimi mesi aveva il posto dell’ex Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. Insieme a lui è stato anche nominato come sub commissario Andrea Urbani.

Scura, varesino di Gallarate e una laurea in ingegneria chimica al politecnico di Torino, in passato è stato direttore generale dell’Asl 7 di Siena e prima ancora dell’Asl 6 di Livorno, ma è anche arrivato alla direzione generale dell’azienda municipalizzata dei servizi della città di Terni, gestendo i servizi di energia, acqua e successivamente rifiuti solidi urbani, rimanendo in carica per 12 anni. Oggi si ritrova a gestire una situazione decisamente delicata, fra strutture che funzionano meno di quanto dovrebbero e carenza cronica di personale.
Una scelta che suscita anche critiche. I consiglieri regionali del Gruppo misto, presentano già le prime richieste: “Adesso è auspicabile che il Commissario rassicuri i cittadini attraverso una tempestiva ricognizione delle condizioni drammatiche della sanità e l’assunzione dei provvedimenti più urgenti. Occorre con immediatezza che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Per quanto ci riguarda, formalizzeremo la richiesta di tenere quanto prima un Consiglio regionale ad hoc, perché alla presenza del neo Commissario si faccia luce su tutte le problematiche del settore inclusa la vicenda, sfuggita di mano alla Giunta regionale, della Fondazione Tommaso Campanella”.
I parlamentari calabresi del MoVimento 5 Stelle, Dalila Nesci, Nicola Morra, Federica Dieni e Paolo Parentela, invece contestano la nomina: “La nomina a commissario alla sanità calabrese di Massimo Scura e a subcommissario di Andrea Urbani dimostra le logiche spartitorie del governo Renzi. Gli appetiti ed equilibri di potere hanno avuto la meglio sull’interesse pubblico, per cui la Calabria resta terra di conquista, affarismo politico e collocamento di amici e compari. Queste nomine del governo confermano la distanza di Renzi dal governatore regionale, Mario Oliverio. Le mosse del Consiglio dei Ministri per il commissario alla sanità calabrese ci fanno pensare che il Pd nazionale resterà incollato a Ncd. I due partiti gestiranno in tandem la Calabria, scavalcando Oliverio, messo all’angolo”.
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