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Appello CONFAIL FAISA per Gaza: “Condanniamo gli attacchi”

Per Gaza, contro le guerre e per i diritti dei lavoratori: un appello alla mobilitazione reale

Il mondo sta assistendo, con orrore e impotenza, alla tragedia che si consuma nella Striscia di Gaza: civili inermi sotto bombardamenti, ospedali distrutti, vie di accesso agli aiuti umanitari spezzate.

In questo scenario, la partenza della Global Sumud Flotilla, con l’obiettivo di rompere il blocco navale su Gaza, ha acceso un moto di solidarietà internazionale.

In Italia, la decisione di alcuni sindacati di indire uno sciopero generale in concomitanza con questi eventi rappresenta un gesto dal forte valore simbolico: non solo un atto di protesta, ma un richiamo alla responsabilità civile, all’internazionalismo e alla coerenza tra difesa dei diritti umani e diritti del lavoro.

Tuttavia, questa scelta ci costringe a guardare anche dentro i confini del nostro Paese: un’Italia in cui i sindacati, soprattutto i maggiori, troppo spesso si mostrano assenti di fronte alle battaglie quotidiane dei lavoratori.

Trasporti pubblici in crisi, infrastrutture disastrate, sanità indebolita, perdita continua di posti di lavoro: queste sono le ferite sulle quali servirebbe un impegno vero e costante.

La nostra posizione

• Solidarietà al popolo palestinese

• Condanniamo ogni forma di attacco indiscriminato contro civili, ospedali e strutture umanitarie.

• Chiediamo all’Italia e all’Unione Europea di esercitare ogni leva diplomatica per il cessate il fuoco, l’apertura di corridoi umanitari e il rispetto del diritto internazionale

• Sosteniamo le iniziative di mobilitazione pacifica, anche radicali, che mantengano viva l’attenzione su una delle più gravi ferite del nostro tempo.

La nostra critica ai sindacati assenti nelle lotte dei lavoratori italiani

• Non basta rivendicare “il diritto di sciopero” in rare occasioni: quando si tratta di difendere davvero i lavoratori, troppo spesso regna il silenzio.

• Non è coerente sostenere le cause internazionali e, allo stesso tempo, ignorare i problemi locali: autobus che non partono, metropolitane che si fermano, ospedali che chiudono reparti, personale ridotto all’osso, precarietà e licenziamenti.

• I lavoratori dei trasporti, dei servizi, della logistica e del settore pubblico chiedono risposte concrete, non slogan.

INVITIAMO tutti i sindacati, le realtà sociali, le associazioni e i movimenti a sostenere scioperi territoriali e nazionali sui temi urgenti del lavoro: trasporto pubblico, sanità, servizi, politiche industriali, difesa dell’occupazione.

CHIEDIAMO alle organizzazioni sindacali di smettere di gestire lo “sciopero a intermittenza” e di assumere finalmente la leadership di una mobilitazione reale per il Paese.

CHIEDIAMO al Governo di non limitarsi a dichiarazioni di facciata: servono misure concrete per sostenere i settori in crisi, investimenti nei servizi essenziali e politiche industriali che rilancino l’occupazione.

Negli ultimi giorni il premier Meloni ha criticato le manifestazioni e lo sciopero, definendoli “disagi per gli italiani” e riducendoli a un “weekend lungo” più che a un impegno civile.

Noi rispondiamo: non è un fine settimana di vacanza, è una battaglia di verità e di giustizia.

E ribadiamo con forza: i lavoratori italiani meritano la stessa mobilitazione e dignità che si reclama per i popoli oppressi.

Non possiamo accettare che si protesti solo per le cause internazionali e non per la vita reale dei cittadini italiani.
I lavoratori meritano rispetto, qui e ovunque!

Stop alla guerra

Domenico De Sena, Segretario Nazionale CONFAIL FAISA

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