Il sindacato contesta l’aggiudicazione alla società G.S.M. e teme ripercussioni su stipendi e servizi. Riflettori puntati sul CCNL applicato e sulle tutele per i lavoratori storici.
A seguito della vertenza che ha visto coinvolta la nostra organizzazione sindacale e i lavoratori storici del CUP, continuiamo a vigilare sui servizi e sull’andamento della nuova gara.
La scorsa settimana è stata aggiudicata la nuova gara, la quale amplia i servizi offerti e prevede l’incremento delle postazioni CUP. La cosa preoccupante è la vittoria da parte del CNS (Consorzio Nazionale Servizi) che vede aggiudicataria la società “G.S.M.” .
Tante le incognite:
1) la società sembra aver vinto con un ribasso di quasi il 16% e come sappiamo, in questi casi, è un risparmio pagato da lavoratori e utenza.
2) Il CCNL. Siamo già stati aspri nei confronti dell’applicazione del CCNL Telecomunicazioni, non idoneo per chi svolge mansioni di front-office, back-office e segreteria CUP. Tuttavia la situazione potrebbe peggiorare poichè in violazione del capitolato tecnico la nuova aggiudicatrice sembrerebbe applicare il CCNL Multiservizi. Al riguardo è stato già richiesto all’ingegnere Antonio Capristo (in qualità di RUP e dirigente del Dipartimento tecnico- amministrativo dell’Asp) di verificare tale casistica e accertare che venga applicato il CCNL Telecomunicazioni. Come da previsione nel bando di gara.
3) Il CCNL Telecomunicazioni non basta. Per arrivare all’equipollenza salariare urge inquadrare chi svolge mansioni amministrative al quarto e al quinto livello anzichè al secondo e al terzo del medesimo contratto collettivo.
Più di tutto, ad essere urgente è la problematica degli screening tumorali. Un grave disservizio sanitario a danno della cittadinanza: attualmente per l’attività di screening e prevenzione non vi è personale dedicato. Nonostante gli sforzi dei Distretti territoriali, la riorganizzazione del servizio e le centinaia di lettere inviate alla cittadinanza, nel momento in cui l’utente vuole prenotare o disdire uno screening tumorale, non risponde nessuno e non ha modo di essere ricontattato. Questo perchè nonostante le risorse finanziarie e umane presenti, anche a seguito della conciliazione del 16 marzo che ha visti redistribuiti sul perimetro gli otto lavoratori storici del CUP, (attualmente Covisian) non è stato ancora collocato personale presso le sedi dei distretti Asp dedicati ai servizi della “U.O.S.D. Screening Tumori”.
Oggi ad occuparsi degli screening sono gli stessi medici e le ostetriche che, nel rispetto delle loro mansioni e considerata la mole di lavoro, non possono passare ore al telefono per cercare di tamponare le carenze. Attualmente, su Cosenza, vi è una sola risorsa ad occuparsi degli screening. Perché non redistribuire i lavoratori storici, già formati, presso le segreterie dedicate?
Solo nel mese di Gennaio 2026, grazie agli sforzi del personale sanitario dedicato, sono stati eseguti più di tremila screening. Quanti se ne potrebbero fare, in maniera efficiente, se venisse fornito il giusto personale organico?
Nonostante gli ottimi risultati molti di più sono gli screening ancora in coda; un danno per il nostro territorio e soprattutto per le donne. Proprio per esse è di fondamentale importanza la prevenzione attraverso lo screening mammografico e i PAP-TEST/HPV TEST.
Attualmente l’Asp di Cosenza non solo é sorda alle richieste dei Distretti ma il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, ha contemporaneamente aperto dei tavoli con il privato accreditato e le relative associazioni rappresentative. Una scelta che risulta mortificante per il personale sanitario della stessa Asp e per la gestione dei nostri fondi pubblici.
I fondi dedicati all’attività di screening e prevenzione devono essere utilizzati in maniera efficiente. Dal pubblico, nel pubblico. Solo così può ricrearsi una solida struttura territoriale, riorganizzando le risorse umane e facendone assumere di nuove, al fine di rendere -anche nel medio termine e per molteplici servizi- la sanità territoriale più efficace e capillare.
Per tale motivazione sottoporremo la situazione tanto alla commissione salute e sanità del Comune di Cosenza che alla stessa Asp.
Inaccettabile l’ingerenza privata: vi sono delle solide linee programmatiche pubbliche che per essere applicate in maniera ottimale hanno solo bisogno di capitale umano.
Come Usb Confederazione di Cosenza chiederemo al Commissario Vitaliano De Salazar di sospendere ogni tavolo tecnico-economico con il privato e, preventivamente, accertare la situazione nei distretti Asp Cosenza afferenti alla “UOSD Screening dei tumori” per dare priorità finanziaria e organica agli stessi nell’attività di prevenzione.

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