Dopo i fatti di Trescore Balneario, l’analisi di Carmensita Furlano sull’importanza del Grafologo dell’Età Evolutiva: un presidio necessario nelle scuole per prevenire disturbi comportamentali e fragilità emotive della Generazione Z.
Di Carmensita Furlano
Dopo l’accaduto nella Scuola Media di Trescore Balneario (Bergamo) – è doveroso intervenire da Professionista Grafologo ai sensi della Legge 4/2013 e Riforma Cartabia che ha riconosciuto, accanto alla figura del grafologo forense, quella del Grafologo Giudiziario dell’Età Evolutiva.
È palese che la “Generazione Z” – non interamente – è emotivamente molto fragile, carente di empatia, problematica ed ansiosa, con difficoltà che possono nascere sia da un ambiente familiare inadeguato, disfunzionale o semplicemente da genitori troppo impegnati al di fuori delle mura domestiche per accorgersi dei disagi dei loro figli, e sia dall’ambiente sociale carente di valori, di ascolto, di e applicazione vera di indirizzo. Questo comporta come conseguenza una sensazione di abbandono, di mancanza di considerazione, di mancanza di attenzione e di affetto che lascia un vuoto incolmabile che col tempo potrebbe trasformarsi in disturbi comportamentali, della personalità se non in patologie ancora più gravi.
Infatti il caso di Bergamo, che ha lasciato la comunità sconvolta per le modalità poste in essere da un bambino (pre-adolescente) ma con una volontà e intelligenza da adulto, ne è la prova lampante. Un minore che ha mostrato una piena intelligenza, perspicacia, e conoscenza delle norme – infatti lo stesso ha affermato: “non posso essere incarcerato, dato che in Italia l’età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare….”, un minore bisognevole di aiuto e di supporto psico/fisico nell’interezza del termine e concetto da come si comprende leggendo l’intera lettera postata nel social. Il minore trasferito in una Comunità Protetta con il consenso dei genitori – anch’essi sconvolti – vi soggiornerà secondo la normativa di legge.
Molti si chiederanno – a ben ragione – perché interviene un Grafologo ed a cosa serve questa figura visto che è sempre stata presentata, nel tempo, solo come il Risolutore delle controversie inerenti alle Perizie Calligrafiche (da sempre terminologia errata e anche obsoleta).
La figura del Grafologo risulta estremamente funzionale su più fronti, soprattutto ascolto, prevenzione, presa in carico nel particolare e nel generale in tutte quelle situazioni particolari che vedono come protagonisti anche i minori. Figura che, da sempre, dovrebbe essere presente nelle varie equipe della Scuola di ogni ordine e grado, negli IPM, nelle Comunità Protette, in Casa Famiglia, come risposta efficace (oggi innovativa, anche se la disciplina nasce nel 1600 scoperta da tre medici italiani) alla richiesta di prendersi cura dei minori sia sul piano culturale che su quello formativo.
Continua a persistere, soprattutto in Italia che le ha dato i natali, una mediocre e anche errata conoscenza della Intera Disciplina Grafologica con le sue varie specialistiche, “annicchiata” esclusivamente nel campo giudiziario come “anatra zoppa” perché non esercitata nella sua interezza: la criminalistica. Infatti la specialistica è “Grafologia Giudiziaria-Peritale-Criminalistica”. Medesima sorte il Grafologo Giudiziario dell’Età Evolutiva – Riforma Cartabia. La Scienza Grafologica nasce per la promozione della persona, essa per l’unicità ed irripetibilità della scrittura di ciascun individuo è anche un valido mezzo di ascolto dello scrivente, ed il grafologo un efficace strumento per comprendere e dischiudere quelle tristi e buie finestre che spesso ottenebrano l’essere uomo, diventando fonte copiosa di utili e non altrimenti desumibili informazioni sullo scrivente.
Si ricorda che la Disgrafia – Disturbo dell’Apprendimento della Scrittura – è stata scoperta “negli anni ’50 in Francia da Hélène de Gobineau grafologa e medico, considerata, con Roger Perron, la fondatrice della grafometria, lo studio scientifico della scrittura; il suo più noto successore, Julian de Ajuriaguerra, nel 1966 elaborò un modello di evoluzione della scrittura articolato in tre fasi, e mise a punto, con la sua equipe, le scale E e D attraverso la grafometria, utilizzando gli indici grafologici. Robert Olivaux, grafologo, medico e psicologo, elabora un metodo di rieducazione sul gesto creando la prima Associazione di Rieducatori della Scrittura. In Italia, fino alla fine del secolo scorso, la Rieducazione della Scrittura era poco conosciuta, è grazie alla Cattedra di Grafologia Moretti dell’Università di Urbino che la si apprende e la famosa Alessandra Venturelli, pedagogista, elabora sulla base degli insegnamenti precedenti, un suo metodo, ha studiato grafologia presso la cattedra in Urbino”.
Si ricorda ancora che E. Bohm nel suo “Manuale di psicodiagnostica di Rorschach” (1969) suggerisce di utilizzare il suo test in combinazione con altri, scelti sulla base delle specifiche esigenze. Tra i vari accostamenti suggerisce di utilizzare la grafologia affermando che “… rivela molto spesso cio’ che il test di Rorschach passa sotto silenzio“. Infatti i due test possono completarsi a vicenda essendo il primo volto a delineare il profilo di personalità sulla base della modalità percettiva del soggetto mentre il secondo è rivolto alla individuazione della personalità attraverso la modalità espressiva che la scrittura registra coinvolgendovi la stessa neurofisiologia.
È grave la non considerazione della figura del Grafologo, quando invece tanti professionisti si avvicinano allo studio della grafologia per una preparazione più completa nell’esercizio della propria professione, di conseguenza il Grafologo resta escluso nell’esercizio della sua funzione verso la crescita e la formazione della persona umana.
La Grafologia è Scienza Umana e Sperimentale con una mole di studio generale e specifico impressionante, sia a livello scientifico che tecnico, dotata di metodologia scientifica, basata su un metodo razionale ed un iter logico ben definito per l’analisi della scrittura, – Principi Grafonomici e Neurofisiologici necessari per la spiegazione delle principali fenomenologie grafiche, quali Fisica e Fisiologia Scritturale (Nomotetica), regole attraverso operazioni decimali, della fisica, esperimenti e pratica clinica.
Considera l’intera scrittura a mano – tracciato letterale, numerico, disegno, scarabocchio ed ogni gesto depositato nel campo scrivente (foglio) – e soprattutto il corsivo; simbolicamente è associata alla encefalografia, in quanto registrazione della neurofisiologia del tracciato scrittorio, sottomesso ad un oscillatore grafico che è la mano che opera secondo parametri neurologici.
L’attività grafologica rappresenta una disciplina ad alta responsabilità, che incide in modo diretto e significativo sulla vita delle persone. La Professione del Grafologo rientra tra le “professioni tradizionali protette, che certamente incidono su interessi direttamente tutelati dalla costituzione e quindi su diritti fondamentali, come, ad esempio, la salute e il diritto alla difesa”.
È atteso da tempo il riconoscimento dell’Albo e Ordine Nazionale dei Grafologi con il ripristino del Corso di laurea in Scienze e tecniche Grafologiche (chiusa il 2007 Università di Urbino), il ddl 554 è fermo nella II Commissione Giustizia al Senato, è tempo che venga inviato in aula, per permettere al Grafologo – già operativo secondo la legge 4/2013 e Riforma Cartabia – di ricevere finalmente il giusto riconoscimento per operare nel pieno interesse pubblico della collettività, evitando disomogeneità nella formazione, incertezze applicative in ambito giudiziario e l’affidare incarichi delicati a soggetti privi di specifiche competenze.
L’analisi grafologica permette sia la stima delle capacità cognitive della mente, sia di quelle emozionali, estremamente importanti nel periodo dell’adolescenza, contribuisce a progettare percorsi scolastici, con la collaborazione degli insegnanti ed eventualmente il coinvolgimento delle famiglie, con gli educatori e le varie equipe dei luoghi di cura minorile per la prevenzione del bullismo e di ogni altra forma a-sociale o deviante, per sviluppare nei minori il rispetto di sé e degli altri favorendo in questo modo anche il benessere individuale, per promuovere al meglio il divenire soprattutto come persona.
Questo intervento nasce da una ragionata consapevolezza della necessità della presenza di una figura cardine per la promozione dell’essere umano, realtà unitaria derivante dall’interazione reciproca di due grandi complessi strutturali: la somatica e la psichica, rappresentate pienamente anche nella scrittura personale in quanto “funzione Corticale e Cerebrale”, che permette, inoltre, in profondità la comprensione della dinamica mente/corpo.

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