Ernesto Alecci commenta la crisi di Orbán. «Stop ai veti e ai sovranismi. Ora la nostra regione diventi protagonista di una nuova stagione mediterranea».
La sconfitta politica di Viktor Orban rappresenta un segnale importante per tutta l’Europa. Arresta una visione fondata su nazionalismi, chiusure e pulsioni autoritarie, mentre si riapre uno spazio politico e culturale per un’Europa più forte, più coesa e più credibile. Per costruire una vera Unione politica servono, infatti, Paesi affidabili, capaci di condividere valori democratici e una comune prospettiva di sviluppo. Orban ha, spesso, rappresentato uno dei principali ostacoli ad un’Europa più unita e più orientata verso obiettivi comuni. Nelle materie in cui è ancora richiesta l’unanimità ha utilizzato il veto come strumento di pressione politica, frenando decisioni e processi collettivi. Per questo la sua sconfitta assume un valore che va oltre i confini ungheresi e che serve da monito per chi, come i leader della nostra maggioranza di Governo, ha “puntato” su di lui e su una collaborazione sempre più stretta con il suo entourage, sposandone valori e ideologie.
E’ il segnale tangibile di un arretramento delle destre sovraniste e un passo avanti per chi crede in un’Europa democratica, autorevole e protagonista nel Mediterraneo, basata sul dialogo, sul confronto, sulla cooperazione. Questa prospettiva riguarda da vicino anche la Calabria che, per posizione geografica e potenzialità strategiche, può essere sempre più centrale nel Mediterraneo. Un’Europa più stabile e più unita significa infatti maggiori opportunità per la nostra regione: più investimenti infrastrutturali, più sostegno al lavoro giovanile, più cooperazione internazionale e più centralità nei corridoi energetici e commerciali. La Calabria, oggi più che mai deve poter essere pronta a cogliere questa occasione, dialogando con l’Europa e con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, con la prospettiva di uno sviluppo sostenibile e condiviso. Una Calabria più consapevole, non subalterna, ma protagonista.

Vai al contenuto




