Il consigliere di minoranza Marco Saverio Ghionna denuncia: “Attività che chiudono o si spostano, criticità evidenti sul trasporto pubblico, eventi in riduzione, mercato messo in discussione e l’immagine sembra aver preso il sopravvento sulla sostanza”
Se anche per l’Area mercatale, monta la protesta: a Rende il problema è il metodo. Niente confronto, pezzi di città in fuga. Questo modello allontanerà molti dalla città.
Quello che sta accadendo sull’area mercatale di Rende non è solo una questione di merito, ma soprattutto di metodo.
Non si tratta, oggi, di stabilire se lo spostamento del mercato sia una scelta giusta o sbagliata. Il punto è un altro: su ogni decisione pesa una sistematica assenza di confronto.
Cittadini, commercianti e ambulanti restano esclusi da qualsiasi percorso di dialogo. Le scelte vengono assunte senza condivisione e finiscono per essere respinte a prescindere, anche quando potrebbero avere elementi di validità.
Si consolida così un modello decisionale chiaro: decide il Sindaco, la maggioranza si limita a seguire, senza un reale spazio di discussione o autonomia critica. Gli assessori firmano, senza incidere.
Un approccio che incrina giorno dopo giorno il rapporto di fiducia tra amministrazione e comunità e rende ogni scelta inevitabilmente indigesta.
Intanto dal territorio arrivano segnali preoccupanti: attività che chiudono o si spostano, eventi in riduzione, e ora anche il mercato messo in discussione.
A questo si aggiungono criticità evidenti sul trasporto pubblico, con ricadute che vanno oltre l’immediato. Le difficoltà nel raggiungere gli istituti scolastici rischiano di orientare già dalle prossime iscrizioni studenti e famiglie verso altre realtà, indebolendo progressivamente il sistema locale.
A questo si accompagna una viabilità sempre più incerta, modificata a colpi di ordinanze che, da un giorno all’altro, cambiano le abitudini di residenti, lavoratori e studenti, senza un adeguato confronto né una reale fase di sperimentazione.
Si sta delineando un esodo silenzioso che tocca economia, servizi e formazione.
In questo contesto, cresce la percezione di un’amministrazione più concentrata sulla narrazione che sulla soluzione dei problemi: una comunicazione continua in cui l’ordinario viene raccontato come straordinario e ogni intervento diventa occasione di autocelebrazione.
L’immagine sembra aver preso il sopravvento sulla sostanza, mentre le criticità restano irrisolte.
È legittimo chiedersi se questo sia il modello di città che si intende costruire.
Una comunità cresce solo se viene coinvolta, ascoltata e resa parte delle scelte.
Diversamente, si allontanano cittadini, attività e opportunità.
Serve un cambio di metodo, prima ancora che di decisioni.
Così Marco Saverio Ghionna, Capogruppo di Futuro – Rende.

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