Ghionna attacca la maggioranza. «Risposta scomposta che conferma l’assenza di dialogo. Il programma elettorale non è un alibi per ignorare gli ambulanti».
Più che una replica, quella dei capigruppo di maggioranza appare uno sfogo. Comprensibile, quando si vive in un recinto politico senza molta autonomia (sic)
E oltre all’assenza di metodo, emerge anche un certo nervosismo che poco si addice a chi è chiamato a governare.
Mi duole ripetere che Il tema non è stabilire se lo spostamento del mercato sia giusto o sbagliato.
Il tema è capire perché decisioni che incidono su cittadini, operatori economici e interi pezzi di città vengano assunte senza un reale percorso di confronto. E l’area mercatale è solo un ulteriore esempio di ciò che accade a Rende.
Dire che una scelta era nel programma elettorale non può diventare un alibi per sottrarsi al dialogo.
Il mandato elettorale non esaurisce il dovere di ascolto: lo rafforza.
Non a caso alla replica della maggioranza hanno risposto direttamente gli stessi ambulanti, confermando nei fatti quanto denunciato.
La mobilitazione registrata e le posizioni espresse dimostrano chiaramente che quel confronto reale non c’è stato.
È evidente come la risposta della maggioranza confermi una carenza di equilibrio, prima ancora che di confronto.
Una comunità non si governa imponendo decisioni e reagendo con fastidio al dissenso, ma costruendo condivisione.
Perché, diciamo la verità a Rende se il confronto è ammesso lo è solo quando coincide. Ma così non si tratta più di dialogo piuttosto è una visione riduttiva del pluralismo. Altro che socialismo partecipato.
In una fase delicata per la città servono meno polemiche e più lavoro concreto. I fatti parlano. E non c’è peggior sordo di chi, anche di fronte all’evidenza, continua a non voler ascoltare.
Marco Saverio Ghionna
Capogruppo “Futuro” – Consiglio Comunale di Rende

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