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Rosa Matteucci al Premio Sila: a Cosenza il viaggio spirituale di “Cartagloria”

Rosa Matteucci presenta “Cartagloria” a Cosenza. Venerdì 8 maggio alla Feltrinelli l’incontro con la “cantatrice del nonostante”. Un romanzo tra India, esorcisti e rito tridentino.

In casa restarono soltanto le banconote del Monopoli. La bambina sperava che prima o poi suo padre, con una magia, le avrebbe trasformate in soldi veri. Così inizia “Cartagloria” di Rosa Matteucci, romanzo pubblicato da Adelphi che fa parte della Decina 2026 del Premio Sila.

Venerdì 8 maggio, alle 18, negli spazi della libreria Feltrinelli di Cosenza, Rosa Matteucci presenta il suo romanzo affiancata da Battista Sangineto.

Carlo Fruttero la definì «impietosa, feroce cantatrice del “nonostante”», accostandola a scrittori del calibro di Louis-Ferdinand Céline, Samuel Beckett e Thomas Bernhard.

Rosa Matteucci scrive in bilico tra comico e tragico. La sua scrittura è straziata e grottesca insieme. “Cartagloria” parte dall’aspirazione tormentosa di una bambina: ricevere la Prima Comunione come tutte le sue coetanee.

Poi arriva la morte del padre, scapestrato e amatissimo. E la sua poco convenzionale sepoltura. Da lì parte un viaggio. Non solo interiore. Alla ricerca di quel Trascendente che oggi sembra perduto. Dall’India dei santoni ai Pirenei di Bernadette.

Dai gruppi di preghiera della Soka Gakkai a un frate esorcista asserragliato in un eremo che vende messalini con audiorosario incorporato.

Un vagabondaggio spirituale che culmina con il rito tridentino. La protagonista impara il protocollo delle genuflessioni. Rincorre una salvazione che pare rimessa in forse a ogni frase, a ogni respiro.

Lingua antica

Rosa Matteucci usa una lingua che richiama i grandi maestri dimenticati della letteratura italiana.

Una prosa cangiante, ricca di parole roboanti, di vezzeggiativi, di stratificazioni archeologiche.

«Un romanzo nel quale a farla da padrona e anima è la scrittura, che scansiona e scarnifica ogni momento di un quasi ossessivo attraversamento del tempo da parte della protagonista nella necessità di reimpossessarsi di sé stessa», ha scritto Ermanno Paccagnini su “La Lettura”.

La sua narrativa indaga fragilità e contraddizioni con uno sguardo ironico e dissacrante.

Sempre Carlo Fruttero osservò che Rosa Matteucci “scrive davvero”, contro quella che definì la “prosa omeopatica” sempre più diffusa.

Presidio culturale

Il Premio Sila ’49 è il più antico premio letterario del Sud Italia. Anni di storia che hanno portato a Cosenza la grande letteratura italiana. Da Ignazio Silone a Leonardo Sciascia, da Giorgio Bassani a Giuseppe Pontiggia.

Oggi, il Sila continua a essere un presidio culturale. La Decina 2026 ne è la conferma: dieci autori che rappresentano il meglio della narrativa contemporanea nazionale.

Dieci voci diverse che attraversano i temi del nostro tempo. Scrittori che portano la letteratura nelle librerie di Cosenza. Che incontrano i lettori. Che dialogano con il pubblico.

Il Premio Sila è anche questo lavoro capillare, questi incontri, questa presenza continua sul territorio…

LA SCHEDA DEL LIBRO

Rosa Matteucci – Cartagloria – Adelphi

Torna Rosa Matteucci, «impietosa, feroce cantatrice del “nonostante”», come la definì una volta Carlo Fruttero, accostandola a Louis-Ferdinand Céline, Samuel Beckett e Thomas Bernhard. Questo nuovo romanzo, in bilico, come gli altri, sull’illusorio crinale fra comico e tragico, inizia con l’affannosa, tormentosa aspirazione di lei bambina a ricevere, come tutte le sue antenate e le sue simili, la Prima Comunione, per proseguire con la morte di un padre molto amato – sebbene molto scapestrato – e la sua sciamannata sepoltura. Nella scrittura, straziata e al tempo stesso grottesca, di Rosa Matteucci diventa comico perfino il viaggio, non solo interiore, che tale morte susciterà, alla ricerca di quell’antico Trascendente che il nostro tempo sembra aver smarrito: dall’India dei santoni ai Pirenei di Bernadette, dai gruppi di preghiera della Soka Gakkai a un’ardimentosa visita a un frate esorcista che, asserragliato in un eremo, vende messalini con audiorosario incorporato. Un vagabondaggio che culmina con la scoperta del rito tridentino, dove imparerà il protocollo delle genuflessioni, sempre rincorrendo una salvazione che pare rimessa in forse a ogni frase, a ogni respiro. Sino alla definitiva consapevolezza che è necessario accettare, e forse anche amare, la propria croce.

LA BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Rosa Matteucci

È una scrittrice italiana nata a Orviero ma che vive da molti anni a Genova. Artista poliedrica, ha affiancato alla scrittura esperienze nel teatro e nel cinema. La sua narrativa si distingue per uno sguardo ironico e dissacrante, capace di indagare con lucidità fragilità e contraddizioni dei suoi personaggi. Fin dal romanzo d’esordio Lourdes, accolto con favore da critica e pubblico, ha costruito una prosa elegante e colta, ricca di rimandi letterari e cinematografici. Nel tempo la sua scrittura si è fatta sempre più essenziale, mantenendo uno sguardo originale sulla realtà.

Rosa Matteucci al Premio Sila
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