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“Troppa o troppo poca acqua?”; all’Unical si decide il futuro dell’acqua nel Mezzogiorno

Accordo strategico tra il Dipartimento DIAm dell’Unical e l’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale per la governance del territorio.

Si è svolto martedì 26 maggio, presso l’Aula Caldora dell’Università della Calabria, il convegno “Troppa o troppo poca acqua? Per una gestione integrata della risorsa idrica nel Mezzogiorno”, promosso dal Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Unical in collaborazione con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, il CeSMMA e numerosi ordini professionali.

Una giornata di confronto ampia e partecipata, dedicata a una delle questioni più urgenti per il Sud Italia: la gestione dell’acqua in un contesto segnato dall’alternanza sempre più evidente tra eventi estremi, piene improvvise, periodi di scarsità idrica e siccità. Un tema che riguarda da vicino la Calabria e il Mezzogiorno, con ricadute dirette sull’agricoltura, sulla sicurezza del territorio, sulla salute pubblica, sulle infrastrutture e sulla qualità della vita delle comunità.

Il convegno ha riunito mondo accademico, istituzioni, ordini professionali, enti pubblici, soggetti tecnici e mondo produttivo, con l’obiettivo di superare la logica dell’emergenza e rafforzare una visione fondata su programmazione, prevenzione, previsione e coordinamento tra competenze diverse.

Particolare rilievo è stato dato all’accordo tra l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria, un’intesa che punta a strutturare un percorso condiviso per la gestione integrata della risorsa idrica e per la prevenzione dei rischi naturali, con particolare attenzione al bacino del Crati. L’obiettivo è costruire un modello operativo capace di mettere insieme conoscenza scientifica, dati, strumenti tecnologici, pianificazione e azione istituzionale, trasformando il territorio in un laboratorio avanzato per il governo dell’acqua e per il controllo dei rischi.

In questo quadro si è inserito l’intervento della Dott.ssa Vera Corbelli, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, che ha evidenziato il ruolo strategico dell’Autorità nella costruzione di una gestione realmente integrata della risorsa idrica nel Mezzogiorno. Il suo contributo ha richiamato la necessità di una pianificazione di bacino capace di leggere insieme disponibilità d’acqua, rischio idraulico, tutela del territorio, fabbisogni agricoli, infrastrutture e cambiamenti climatici. Una prospettiva che supera gli interventi frammentati e punta a una governance più coordinata, fondata sulla conoscenza dei fenomeni e sulla capacità di anticipare le criticità.

Ad aprire i lavori è stato il Prof. Giuseppe Mendicino, promotore dell’iniziativa, con i saluti istituzionali: del Prof. Gianluigi Greco, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria; dell’Avv. Gianluca Gallo, Assessore della Regione Calabria con delega ad Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione; del Prof. Salvatore Straface, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’UNICAL; della Prof.ssa Patrizia Piro, Presidente nazionale del Centro Studi Idraulica Urbana; del Prof. Mario Maiolo, Centro Studi Sistemi Idrici; della Prof.ssa Olga Ferraro, Vicepresidente BCC Mediocrati; dell’Ing. Pierluigi Catanzaro, Presidente eletto dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza; dell’Arch. Rosanna Francesca Algieri, Tesoriere dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Cosenza; del Dott. Giovanni Andiloro, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria; del Dott. Alessandro Guagliardi, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Cosenza.

La sessione scientifica ha affrontato il tema dell’acqua da prospettive diverse ma complementari. La Prof.ssa Cintia Bertacchi Uvo, dell’Università di Lund, in Svezia, ha portato l’esperienza dei Paesi nordici rispetto alla siccità, evidenziando come i cambiamenti climatici stiano modificando scenari che fino a pochi anni fa apparivano lontani anche da territori come Svezia e Finlandia. La Dott.ssa Vera Corbelli ha approfondito il ruolo dell’Autorità di Bacino nella gestione integrata della risorsa idrica nel Mezzogiorno. Il Prof. Giuseppe Mendicino, del DIAm Unical, ha presentato gli strumenti innovativi a supporto della gestione integrata dei rischi naturali, con riferimento alla piattaforma PANORAMA. Il Prof. Pierfranco Costabile ha affrontato il tema della gestione del rischio alluvioni e della necessità di una visione sistemica. Il Prof. Salvatore Straface è intervenuto sui nuovi paradigmi per contrastare la siccità, dalla modellazione ibrida del non-saturo ai sensori IoT per la sostenibilità idrica in agricoltura. Il Prof. Claudio Gandolfi, dell’Università di Milano, ha discusso la pianificazione e gestione dell’irrigazione a diverse scale spaziali. Il Prof. Alfonso Senatore, del DIAm Unical, ha approfondito il rapporto tra siccità, clima che cambia, bilancio idrico, previsione e gestione della risorsa.

Dal confronto è emersa con forza la necessità di cambiare paradigma. Come sottolineato anche dal Prof. Giuseppe Mendicino, la questione non riguarda soltanto la quantità di acqua disponibile, ma la capacità di governarla in modo efficace. In Calabria l’acqua c’è, ma non è più sufficiente reagire alle emergenze: occorre anticipare le condizioni di criticità attraverso linee guida, programmazione, strumenti previsionali e azioni coordinate.

Mendicino ha richiamato il contributo che può arrivare dall’Università della Calabria, anche alla luce di un’esperienza scientifica e tecnica maturata in decenni di studi e applicazioni nel campo della previsione, del monitoraggio e della gestione dei rischi idro-meteorologici. Oggi sono disponibili strumenti realizzati su misura per il territorio calabrese e meridionale, già operativi, in grado di prevedere le forzanti meteorologiche a diverse scale temporali, da quella oraria a quella stagionale, consentendo di valutare anomalie di temperatura e precipitazione e di supportare decisioni più tempestive.

Nel pomeriggio si è svolta la tavola rotonda “Calabria, gestione integrata dell’acqua e controllo del territorio: una sfida non più rinviabile”, moderata dalla giornalista Maria Francesca Fortunato de l’Altravoce – Il Quotidiano del Sud.

Al confronto hanno partecipato il Prof. Giuseppe Mendicino, DIAm Unical; l’Ing. Giuseppe Iiritano, Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura, Aree Interne e Politiche di Connessione Territoriale della Regione Calabria; l’Ing. Salvatore Siviglia, Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Calabria; l’Ing. Vincenzo Straface, per il Consorzio di Bonifica della Calabria; l’Avv. Domenico Costarella, Dirigente Generale della Protezione Civile della Regione Calabria; l’Ing. Eugenio Filice, Direttore del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL; la Dott.ssa Fulvia Caligiuri, Direttrice Generale ARSAC; il Dott. Benito Scazziota, CTS ReSoil Foundation; l’Ing. Francesco Macrì per Soluzioni Integrate Maggioli.

La tavola rotonda ha consentito di mettere a sistema punti di vista diversi su un tema che coinvolge livelli molteplici: pianificazione, finanziamenti, tempi tecnici, autorizzazioni, burocrazia, realizzazione delle opere, manutenzione delle infrastrutture, comunicazione con la popolazione ed educazione a un uso più consapevole della risorsa idrica.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle infrastrutture idriche. Molti impianti strategici risalgono agli anni Settanta e necessitano oggi di interventi di riqualificazione, ammodernamento e integrazione, anche alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici. In questo quadro, la programmazione diventa decisiva per definire priorità, reperire risorse e intervenire in modo efficace sulle opere più rilevanti per il territorio.

Non meno importante il tema dell’uso responsabile dell’acqua. È stato ricordato come in Calabria i consumi pro capite siano particolarmente elevati rispetto alla media nazionale. Una gestione più attenta e consapevole da parte dei cittadini può contribuire a ridurre gli sprechi e a contenere i disagi nei periodi di maggiore criticità.

Un passaggio significativo ha riguardato inoltre il ruolo della Protezione Civile regionale, indicata come una struttura di grande valore, tra le più performanti a livello nazionale. Una risorsa che deve essere accompagnata da una maggiore consapevolezza pubblica, soprattutto nei momenti di allerta e nella comprensione delle dinamiche legate alla prevenzione e alla gestione dell’emergenza.

Il convegno ha rappresentato non un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso. Tavoli come quello ospitato all’Unical sono stati indicati come strumenti fondamentali per favorire il confronto tra enti, istituzioni e competenze tecniche, rendere più accessibili le informazioni disponibili e costruire sintesi operative su problemi complessi.

L’accordo tra l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente assume, in questo senso, un valore strategico: definire linee guida, rafforzare la cooperazione tecnico-scientifica e costruire una base comune di conoscenza e intervento per affrontare in modo più efficace la gestione dell’acqua, la prevenzione del rischio alluvionale, la siccità e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente conferma così il proprio ruolo di luogo di ricerca, formazione e confronto sui grandi temi ambientali del presente: sicurezza del territorio, gestione sostenibile delle risorse naturali, adattamento ai cambiamenti climatici, innovazione tecnologica e supporto scientifico alle decisioni pubbliche.

Il confronto proseguirà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di verificare l’avanzamento delle linee di lavoro emerse e consolidare una rete stabile tra università, istituzioni, professioni e territori.

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