Il 13 giugno Torano Castello riabbraccia Edmondo Caccuri: “Il destino dei costruttori, nel ricordo di Edmondo Caccuri, il giovane architetto del Diritto che sognò la Repubblica insieme ad Antonio Guarasci”.
di Ada Giorno
A Torano Castello, terra del Padre Costituzionalista Edmondo Caccuri, il voto del 2 e 3 giugno rivive nella memoria civile di una comunità che si prepara a ritrovarsi esattamente nel giorno del suo compleanno, il prossimo 13 giugno.
Celebriamo oggi l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana: un traguardo solenne che segna ottant’anni da quel passaggio antropologico in cui un popolo, pur diviso, decise di riconoscersi finalmente come comunità politica attraverso la proclamazione di un nuovo ordine democratico. In questo senso, se il 2 giugno 1946 rappresentò il momento della scelta, il 3 giugno ne segnò la maturità: l’istante in cui, come ricordava Umberto Terracini, “la Repubblica nasce dal riconoscimento reciproco e non dalla vittoria di una parte”.
Parlare della proclamazione della Repubblica e di Caccuri oggi significa evocare i titoli dei giornali di quel giugno radioso e incerto, toccando una ferita ancora aperta nella storia calabrese, la stessa lasciata da Antonio Guarasci: entrambi leader spezzati da una morte prematura, giovani architetti del bene comune che hanno lasciato fondamenta inscalfibili sulla pelle della nazione. La mappa del referendum che ottant’anni fa cambiò il nostro destino lo mostra ancora oggi con cruda chiarezza: l’Italia non era un blocco monolitico, ma un mosaico complesso che Gaetano Salvemini analizzò ricordando come “l’Unità fu opera di minoranze attive”.
Accanto alla cronaca politica, esiste però un’altra storia fatta di filantropi, educatori e costruttori sociali. Giuseppe Zanotti appartiene a questa genealogia: la sua idea di Italia non passava per l’imposizione, ma per una responsabilità condivisa che sembrava anticipare la Costituzione: “Un Paese è unito quando ogni cittadino può dire: questo Stato si prende cura di me”. È la stessa linea etica che attraversa l’opera di Giuseppina Le Maire e Giustino Fortunato: “Non basta unire i territori: bisogna unire le condizioni di vita”.
In questa genealogia civile si colloca anche Rosa Gencarelli, madre del senatore Marino, che ha reso possibile la Repubblica attraverso una resistenza morale quotidiana. Le sue parole semplici – “La libertà si difende vivendo con dignità” – appartengono alla stessa linea etica delle Madri Costituenti.
Tuttavia, la Repubblica non nasce solo da chi educa o cura, ma anche da chi costruisce le infrastrutture invisibili della democrazia. Qui entra in scena Edmondo Caccuri, il costruttore della parte più delicata della nostra Carta: l’indipendenza del giudice e la separazione dei poteri. Caccuri ricordava instancabilmente che “la libertà non si garantisce da sola”. Senza il suo lavoro, i grandi principi dell’uguaglianza, della pace e della libertà sindacale sarebbero rimasti semplici auspici.
L’Articolo 3 ci ricorda con Teresa Mattei che “l’uguaglianza non è un punto di partenza: è un punto d’arrivo”. L’Articolo 11, per Giorgio La Pira, è l’architettura della pace: “La pace non è un sentimento: è un’architettura”. L’Articolo 39, per Giuseppe Di Vittorio, sancisce che “la libertà sindacale è la libertà del lavoro”. A completare questo quadro le donne: da Nilde Iotti (“la democrazia non è completa se non è anche democrazia delle donne”) a Maria Federici (“la Repubblica nasce per proteggere i deboli”), fino a Lina Merlin (“la dignità non si divide per sesso”).
Il 2 e il 3 giugno non ci chiedono dunque di scegliere un colpevole, ma di riconoscere una responsabilità condivisa. Come ricordava Piero Calamandrei, “la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. La Repubblica è l’aria che abbiamo scelto di respirare insieme da ottant’anni. Una storia che oggi celebriamo come nazione e che il prossimo 13 giugno tornerà finalmente a casa, a Torano Castello, riconsegnata alla voce civile della terra che ha generato uno dei suoi padri più illustri.

Vai al contenuto




