Amendolara, Tridico (M5S) alla manifestazione della CGIL: «Nel 2024 solo 4.300 ispezioni su 200mila aziende».
«Sabato 6 giugno parteciperò convintamente, ad Amendolara, alla manifestazione nazionale promossa dalla Flai Cgil insieme a Maurizio Landini e Giovanni Mininni. Perché non si può tornare a casa dopo una giornata nei campi e morire così. E non possiamo accettare che episodi come questo continuino ad accadere.
Quello che è successo il 1° giugno è il risultato di un sistema che da troppo tempo tollera condizioni di sfruttamento nel lavoro agricolo. Quattro braccianti, tre afghani e un pakistano, lavoravano nei campi della Sibaritide e si stavano spostando verso la Piana del Metapontino. Erano lavoratori essenziali per la nostra agricoltura, ma nessuno è stato in grado di garantire loro sicurezza e tutela.
Il problema non è l’assenza di norme, quelle ci sono: dal 2016, infatti, l’Italia dispone della legge n. 199 contro il caporalato, che punisce l’intermediazione illecita, consente la confisca dei beni e prevede strumenti di protezione per le vittime che collaborano con la giustizia. Il vero problema è far rispettare quelle norme.
Nel 2024, a fronte di oltre 200 mila imprese agricole presenti nel Paese, sono state effettuate appena 4.300 ispezioni. Un dato che parla da solo e che mostra una carenza evidente nell’azione di controllo. Quando lo Stato arretra, altri occupano quello spazio, e a pagarne il prezzo sono sempre i lavoratori più deboli.
Questo governo non ha investito abbastanza in questa direzione. Quasi 200 mila lavoratori agricoli, secondo le stime della Flai Cgil, continuano a essere esposti a fenomeni di sfruttamento e caporalato. Servono quindi più ispezioni, più risorse per l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e una politica migratoria che non alimenti condizioni di precarietà e ricattabilità.
Anche a livello europeo stiamo lavorando per rafforzare le regole che impongono alle imprese di assumersi la responsabilità di ciò che accade lungo tutta la filiera produttiva. Penso alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive, che richiama le aziende ai propri doveri lungo l’intera catena di approvvigionamento, fino all’ultimo lavoratore impiegato nei campi.
Serve a fornire risposte a domande semplice: chi porta il cibo sulle nostre tavole? In quali condizioni vive e lavora? Troppo spesso il prezzo più basso che troviamo sugli scaffali nasconde un costo umano che non compare sullo scontrino, ma che qualcuno continua a pagare.
Sabato sarò ad Amendolara per ricordare queste quattro vittime, per chiedere che non vengano dimenticate e che non siano archiviate come l’ennesima tragedia. È necessario chiamare per nome le responsabilità politiche, a livello nazionale ed europeo, e intervenire con decisione.
L’articolo 1 della Costituzione afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro. Un principio che deve valere per tutti, senza distinzione, anche per chi ogni giorno lavora nei campi lontano dai riflettori e troppo spesso senza adeguate tutele». È quanto dichiara l’europarlamentare Pasquale Tridico, capo delegazione del M5S a Bruxelles, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

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