Il Gruppo Territoriale pentastellato interviene sul presidio sanitario cittadino. Sostenuta la battaglia per l’apertura immediata dei cantieri nell’unica area già approvata e burocraticamente perfezionata.
La vicenda del nuovo ospedale di Cosenza sta assumendo i contorni di una farsa drammatica, in cui a pagare il prezzo più alto sono sempre e solo i cittadini. In questo panorama di incertezze e capriole istituzionali, il Gruppo Territoriale M5S di Cosenza rivendica con fermezza di essere l’unica forza politica ad aver difeso apertamente e senza tentennamenti la realizzazione del nuovo presidio nella nostra città. Fin dal primo momento, ci siamo schierati al fianco del coordinamento dei comitati cittadini, sostenendo una battaglia di civiltà e di diritto alla salute che ha visto anche il costante e convinto appoggio della deputata Anna Laura Orrico. La nostra posizione non è mai mutata, a differenza di chi preferisce rincorrere suggestioni dell’ultima ora o assecondare manovre calate dall’alto.
È fondamentale mettere in risalto una verità incontrovertibile che in troppi fingono di ignorare. La procedura per la realizzazione del nuovo ospedale nell’area cittadina è perfezionata a tutti i livelli istituzionali e burocratici. Qualsiasi soluzione alternativa all’unica opzione attualmente approvata comporta inevitabilmente la ripetizione dell’intero iter procedurale. Questo significa ricominciare tutto da zero, affrontando nuove trafile che, per quanto si vogliano definire rapide, richiederanno un tempo aggiuntivo enorme rispetto a quello già drammaticamente trascorso. Non dobbiamo assolutamente dimenticare che questo ulteriore e ingiustificato ritardo vanificherebbe formalmente i finanziamenti. I fondi non aspetteranno i comodi e le indecisioni di chi governa; la perdita delle risorse è un pericolo serissimo se si abbandona la strada già tracciata.
Mentre la politica si attarda in passerelle, presentazioni di rendering e complessi giochi di potere, la realtà bussa prepotentemente alle porte dei calabresi e smentisce inesorabilmente la narrazione del governo regionale. La recente e sonora bocciatura del piano di rientro certifica, infatti, il fallimento del commissariamento e smantella pezzo per pezzo la propaganda del Presidente Occhiuto, chiamandolo a fare i conti con la cruda evidenza dei fatti. I malati continuano a emigrare, costretti ad affrontare estenuanti viaggi della speranza e a indebitarsi per ottenere quelle cure che la loro terra non riesce a garantire. È inaccettabile che un ospedale che a quest’ora poteva e doveva già essere in fase avanzata di costruzione rischi di non vedere mai la luce. Si gioca sulla pelle delle persone, sacrificando il diritto alla salute sull’altare di calcoli politici e convenienze di parte.
In questo contesto così delicato, guardiamo con estremo rispetto alla mobilitazione civica, ma non possiamo nascondere alcune perplessità di metodo sulle iniziative in corso. Promuovere una raccolta firme per un referendum consultivo sulla permanenza dell’Ospedale HUB nella città capoluogo è meritevole nello spirito, che condividiamo, ma presta il fianco a criticità che potrebbero diventare insuperabili. Oltre ai tempi necessari, incompatibili con l’urgenza di non perdere i finanziamenti, mettere in discussione con il voto un diritto fondamentale che la città di Cosenza ha già pienamente acquisito, sembra un controsenso. Il rischio reale è quello di offrire, involontariamente, una leva a chi vuole sottrarre l’opera al capoluogo, permettendo loro di mobilitare consensi per annullare quel diritto che oggi costituisce il nostro scudo più solido.
L’ospedale HUB a Cosenza è una certezza documentale, già inserita e finanziata nella programmazione sanitaria, che necessita solo di essere tradotta in cantiere. Serve, quindi, una mobilitazione che, pur garantendo la medesima spinta democratica e rappresentativa, ci metta al riparo dal rischio di veder cancellati i fondi o rimettere in discussione decisioni già prese. È il momento di unire le forze per arginare ogni tentativo di manomissione e pretendere che l’opera venga realizzata subito, nell’unico sito già pronto per accoglierla.

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