Carlo De Gaetano chiede un movimento unitario per fare pressione sul Consiglio Regionale. L’obiettivo è difendere l’Annunziata e fare il Policlinico ad Arcavacata.
La strada più giusta per risolvere l’ormai infinito problema dell’Ospedale Hub di Cosenza è quella di creare, partendo dall’assemblea del 26 maggio u. s., un forte movimento costituito anche dalle associazioni, dai sindaci, dai partiti, dai sindacati, che faccia pressione sul Consiglio Regionale della Calabria, che è l’unico Organo Istituzionale che può mettere in discussione la scelta di Occhiuto prendendo una nuova decisone.
Ma il movimento, per mettere in discussione la scelta citata, deve sostenere una proposta molto chiara. Noi, già da tempo ormai, sosteniamo che gli 800 posti letto disponibili debbano essere divisi per assegnarne 400 all’Annunziata, già attivi, e 400 per costruire in contrada Arcavacata di Rende il Policlinico Universitario che andrà ad integrarsi con la Facoltà di Medicina e Chirurgia. E’ chiaro che l’Ospedale Hub della provincia di Cosenza sarebbe l’Ospedale dell’Annunziata.
D’altra parte nella vicina Catanzaro si registra una situazione analoga: da un lato l’Ospedale Pugliese-Ciaccio con 500 posti letto, dall’altro il Policlinico Universitario ”Mater Domini” che ne conta 350. Sia la raccolta di firme per il referendum consultivo, sia la petizione popolare da sottoporre al Presidente della Repubblica, sono due buoni metodi di sensibilizzazione dei cittadini, ma il referendum prevede l’iter di circa un anno e il Presidente della Repubblica non può scavalcare l’attività legislativa di un Organo Istituzionale come una Regione della Repubblica Italiana.
Ma il limite maggiore è costituito dal non sostenere con chiarezza che il sito su cui costruire l’Ospedale Hub della provincia di Cosenza coincide con l’Ospedale dell’Annunziata; inoltre esiste la possibilità di riorganizzare sia il Mariano Santo che l’Ospedale di Rogliano, appartenenti alla stessa Azienda Ospedaliera di Cosenza, ricavandone, come già detto in altri comunicati, almeno altri 122 posti letto.
Un altro rilievo è che non è chiaro quale sia il nuovo assetto dell’assistenza sanitaria dell’area urbana di Cosenza. Infine non si dice che l’unica Istituzione che possa cambiare lo status quo è rappresentata dal Consiglio Regionale della Calabria, verso il quale dobbiamo indirizzare la nostra protesta e la nostra proposta. Tutto il resto non serve.

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