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Quando la musica racconta un territorio: “Tirreno d’AMare”, il Festival dei Sensi che celebra la Calabria

Presentata a Bruxelles l’edizione 2026 del festival ideato dalla pianista Giusy Caruso. Un viaggio tra la bellezza della Riviera dei Cedri, concerti di respiro internazionale, ricerca artistica, tradizioni e turismo lento, nel segno di Calabria Straordinaria e di una nuova visione della promozione culturale del territorio.

Di Anna Maria Ventura

Ci sono luoghi che si visitano e altri che si vivono. La Riviera dei Cedri appartiene a questa seconda categoria: un lembo di Calabria in cui il blu intenso del Tirreno incontra il verde delle montagne, i profumi del cedro si mescolano alla brezza marina e i borghi raccontano storie millenarie di incontri, migrazioni e civiltà. È una terra che invita a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi sorprendere. Ed è proprio da questa filosofia che nasce “Tirreno d’AMare – Festival dei Sensi”, una manifestazione che ha saputo trasformare la musica in uno strumento di conoscenza del territorio, facendo della cultura il motore di una nuova idea di turismo.

L’edizione 2026 è stata presentata il 30 giugno nella sede della Regione Calabria a Bruxelles, scelta dal forte valore simbolico. Portare il Festival nel cuore delle istituzioni europee significa infatti raccontare una Calabria contemporanea, dinamica e aperta al dialogo internazionale, rafforzando al tempo stesso il legame con le comunità calabresi residenti all’estero. Un messaggio che va oltre la semplice promozione di una rassegna artistica: è la proposta di un modello culturale capace di coniugare eccellenza, identità e sviluppo sostenibile.

Alla conferenza stampa, trasmessa in diretta da RadiocomTV e moderata dal giornalista Filippo Giuffrida Répaci, sono intervenuti la direttrice artistica Giusy Caruso, i funzionari della Regione Calabria Caterina Romeo e Pawel Pugliese, insieme ai rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni che negli anni hanno contribuito alla crescita della manifestazione.

Nel suo intervento, Caterina Romeo ha sottolineato come iniziative di questo genere rappresentino uno strumento concreto per valorizzare la Calabria oltre i confini regionali, promuovendone il patrimonio paesaggistico, culturale e identitario. Una visione pienamente condivisa dalla Regione Calabria, che attraverso il progetto Calabria Straordinaria continua a sostenere percorsi capaci di trasformare la cultura in un volano di sviluppo, creando nuove opportunità di crescita economica e di attrattività turistica.

Sulla stessa linea si è espresso Pawel Pugliese, evidenziando l’importanza di rafforzare il dialogo tra la Calabria e le istituzioni europee. La presentazione del Festival a Bruxelles, ha osservato, rappresenta un passaggio significativo nella costruzione di una rete internazionale di relazioni culturali e istituzionali, indispensabile per dare alla manifestazione una dimensione sempre più europea.

Ma il cuore pulsante del progetto è la visione della sua ideatrice, la pianista di fama internazionale Giusy Caruso, artista, ricercatrice e docente, calabrese di origine e residente a Bruxelles, il cui percorso professionale rappresenta uno dei più autorevoli esempi di eccellenza culturale calabrese nel panorama internazionale.

Concertista apprezzata nei maggiori centri musicali europei, interprete raffinata e studiosa della ricerca artistica musicale, Giusy Caruso ha costruito negli anni una carriera che unisce attività concertistica, produzione scientifica e progettazione culturale. Una dimensione internazionale che non ha mai reciso il legame con la propria terra, ma che anzi è diventata la base da cui elaborare una nuova narrazione della Calabria.

Con Tirreno d’AMare, infatti, la sua idea di festival supera il tradizionale cartellone di concerti. La musica diventa il filo conduttore di un racconto più ampio, nel quale arte, paesaggio, ricerca, benessere, sostenibilità e tradizioni dialogano tra loro, dando vita a un’esperienza immersiva che coinvolge il pubblico ben oltre il momento dell’esecuzione musicale.

Nel suo intervento conclusivo a Bruxelles, Giusy Caruso ha ribadito con chiarezza questa missione: promuovere un modello di turismo culturale ed esperienziale nel quale concerti, ricerca artistica, incontri culturali e percorsi sul territorio contribuiscano a far conoscere una Calabria autentica, ricca di eccellenze e capace di accogliere attraverso la qualità della propria offerta culturale.

È una filosofia che interpreta perfettamente le nuove esigenze del turismo internazionale, sempre più orientato verso esperienze autentiche, lente e sostenibili. Non più soltanto vacanze balneari, ma occasioni per entrare in relazione con i luoghi, conoscerne la storia, incontrarne le comunità e comprenderne l’identità.

La Riviera dei Cedri offre naturalmente questo patrimonio. Dalle falesie che si affacciano sul Tirreno ai borghi medievali sospesi nel tempo, dalle coltivazioni del prezioso cedro alle antiche tradizioni arbëreshe e valdesi, ogni luogo custodisce un frammento di storia che il Festival contribuisce a riportare alla luce attraverso il linguaggio universale della musica.

L’edizione 2026 prenderà il via il 24 luglio presso il Grand Hotel delle Terme Luigiane di Guardia Piemontese con l’incontro-dibattito “Diritti al mare, Diritti del mare”, promosso dall’associazione Verdi Ambiente e Società (VAS). Un appuntamento dedicato ai temi della tutela ambientale e della sostenibilità che vedrà confrontarsi il responsabile del circolo VAS Rende-Cosenza Pino Boccia, il professore ordinario di Ecologia Silvestro Greco, il fotografo subacqueo e ricercatore dell’Università della Calabria Francesco Sesso e la direttrice delle strutture ricettive delle Terme Luigiane Valentina Pulzella. La serata sarà impreziosita dalla presenza dello scrittore e musicista Domenico Iacovo, che accompagnerà il pubblico alla scoperta della zampogna calabrese attraverso musica e narrazione. A moderare saranno Mattia Ciampicacigli, direttore della rivista Nuova Verde Ambiente, e la stessa Giusy Caruso. Nel corso della serata sarà conferito il Premio Tirreno d’AMare 2026 a Gilda De Caro.

Ad agosto il Festival entrerà nel vivo con una programmazione musicale di alto profilo internazionale ospitata tra il Grand Hotel San Michele, le strutture del Gruppo Banda e il Comune di Diamante.

Saliranno sul palco il duo pianistico Fabrizio Datteri e Nadia Lencioni, il violinista Marijn Simons, primo violino del Teatro di Aquisgrana, in duo con Giusy Caruso, il pianista Salvatore Sclafani del Royal Conservatoire Bruxelles, il REEDS – Accordion Duo formato da Ivano Biscardi e Francesco Antonuccio, la pianista Chantal Balestri, attiva tra Italia e Stati Uniti, e il soprano Laura Ansaldi, dell’Accademia Enrico Caruso di Napoli, accompagnata al pianoforte da Keith Goodman.

Tra gli appuntamenti più suggestivi spicca il concerto Candlelight nel centro storico di Diamante, dove centinaia di candele illumineranno una serata che vedrà protagonista Giusy Caruso al pianoforte, creando un dialogo emozionante tra musica, pietra antica e paesaggio mediterraneo. Accanto a questo evento, il Festival proporrà una serata dedicata all’incontro tra musica, creatività e design presso l’Hotel Ferretti di Diamante, realizzata in collaborazione con il marchio calabrese Zadèf Design.

Il 18 agosto, presso il Grand Hotel San Michele, l’Associazione Civica Amica promuoverà inoltre l’incontro culturale “Cosenza, Athena della Calabria. Ancora?”, occasione di riflessione sulla storia e sull’identità culturale del territorio.

Grande rilievo assume anche CRE/ACTIONS – Campus Internazionale di Ricerca Artistica Musicale, in programma dall’1 al 3 agosto. Organizzato insieme all’Associazione Musicale “G. B. Pergolesi”, alla società LWT3 di Milano e al Royal Conservatoire Antwerp, il campus riunirà artisti, musicisti, studiosi e giovani ricercatori provenienti da diversi Paesi, confermando la vocazione internazionale del Festival e la sua attenzione verso la ricerca artistica contemporanea.

Accanto ai concerti, “Tirreno d’AMare’ continua a investire sui percorsi esperienziali, elemento distintivo della manifestazione. Gli itinerari organizzati da VAS Calabria accompagneranno il pubblico alla scoperta del Museo Valdese di Guardia Piemontese e del Parco della Scultura di Maierà, mentre la Pro Loco di Sangineto proporrà l’escursione naturalistica alla Cascata del Vuglio. Esperienze che permettono di entrare in contatto con un patrimonio fatto di natura, memoria, arte e tradizioni, restituendo il senso più autentico del viaggio.

È proprio questa capacità di mettere in relazione discipline diverse a rendere unico il Festival. La musica diventa occasione di incontro; la ricerca dialoga con il territorio; il turismo si trasforma in esperienza culturale; il paesaggio diventa parte integrante della narrazione artistica.

Per questo “Tirreno d’AMare” rappresenta oggi una delle espressioni più mature del progetto Calabria Straordinaria, dimostrando come la cultura possa essere il principale ambasciatore di una regione che sceglie di raccontarsi attraverso le proprie eccellenze.

La presentazione di Bruxelles  conferma una visione: costruire un ponte stabile tra la Calabria e l’Europa, valorizzando una terra che possiede tutte le risorse per diventare una destinazione internazionale del turismo culturale.

In questo percorso, la figura di Giusy Caruso emerge come quella di un’autentica ambasciatrice della Calabria nel mondo. Attraverso il linguaggio universale della musica, la sua esperienza internazionale e una progettualità culturale di alto profilo, ha saputo trasformare un festival in una piattaforma di dialogo tra popoli, territori e istituzioni. Un progetto che racconta una Calabria diversa: colta, accogliente, innovativa e profondamente consapevole del valore della propria identità.

Perché, in fondo, il vero viaggio che “Tirreno d’AMare” propone è dentro il patrimonio di emozioni, storia e bellezza che questa terra custodisce e che la cultura continua, anno dopo anno, a restituire al mondo.

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