Banner Conad

Schiavonea, Flavio Stasi replica alla Regione Calabria: “Immobili offerti fin dal 2023”

Il sindaco contesta le accuse e svela i sopralluoghi effettuati: “Chiediamo presidi stabili fin dal 2023”.

Accolgo con favore l’invito pubblico dell’Assessore Regionale Straface alla collaborazione istituzionale non solo sul tema della sicurezza, ma anche su altri temi trasversali che non possono risentire di logiche di schieramento politico. L’Amministrazione Comunale è sempre disponibile come dimostrato, per esempio, dall’ottima collaborazione messa in campo per la realizzazione della prima convention nazionale delle Città dell’Olio.

È necessario, tuttavia, sottolineare come la forma delle dichiarazioni dell’Assessore, certamente senza volontà, lasci intendere alcune circostanze che meritano smentita.

In primis l’Amministrazione Comunale, ben prima di altri e anticipando episodi mediaticamente rilevanti che probabilmente hanno indotto alcuni esponenti politici a prendere posizione, ha proposto l’istituzione di presidi delle Forze dell’Ordine a Schiavonea fin dal 2023, mettendo a disposizione spazi ed immobili comunali: prova ne è il primo sopralluogo con il dirigente di Polizia, dott. Lanzaro, datato aprile 2024 presso il Quadrato Compagna. Tale attività è stata costantemente sollecitata non sui giornali ma nelle sedi opportune, a partire dai preziosi incontri sulla Sicurezza Pubblica tenutisi presso la Prefettura, in tutti questi anni.

La proposta, per altro, non rappresenta un tentativo mediatico di dare risposte popolari alle legittime paure della nostra gente, ma è bensì strettamente correlata all’attività di riqualificazione profonda e complessiva di Schiavonea, dagli spazi pubblici ai sottoservizi passando per le scuole, e frutto di una visione che vede la località al centro di numerosi percorsi di sviluppo che impongono la presenza delle Istituzioni quindi anche delle Forze dell’Ordine.

L’invito al Comune, dunque, a “dimostrare coi fatti” di voler fare la propria parte risulta un invito a nozze poiché proprio sui fatti si determinano le differenze tra diverse amministrazioni: se non volessi cogliere con favore l’invito alla collaborazione, sarei tentato di chiedere quale parte avrebbe svolto la Regione in questo percorso, ma sorvolo credendo che tale scadente conclusione sia stata solo una licenza comunicativa dello staff e non frutto del pensiero, ben più coerente e lungimirante, dell’Assessore.

Relativamente all’Edificio Taverna, mi preme ricordare come nel 2019 lo stesso fosse totalmente all’abbandono, in preda alle intemperie, ricettacolo di degrado che più volte, insieme alle Forze dell’Ordine, abbiamo dovuto sgomberare in quanto occupato abusivamente da persone in condizioni igienico-sanitarie drammatiche. Se oggi l’edificio Taverna, presso il quale sono ancora in corso lavori, sta tornando al suo meritato splendore degno della bellissima piazza sulla quale affaccia, ed è quindi un luogo ambito anche sotto il profilo istituzionale, è grazie alla programmazione dell’Amministrazione Comunale che ha progettato e fatto finanziare ben due interventi raggiungendo quindi l’obiettivo della riqualificazione totale dello stesso.

Senza voler entrare nel merito di proposte un po’ strampalate sotto il profilo amministrativo, è acclarato che non ci sono progettualità rimodulabili senza la perdita dei finanziamenti che ammonterebbero a circa 3 milioni di euro a valere su fondi PNRR e Pon Legalità, pertanto si tratta di una proposta irrealizzabile ed insostenibile, a meno che la Regione Calabria non intenda rifondere il Comune con tale cifra: in tal caso condivido l’espressione “il tempo delle attese è finito”.

Conoscendo, tuttavia, la tradizionale generosità regionale, il Comune in questi ultimi mesi si è già mosso autonomamente, proponendo alle Forze dell’Ordine interessate non più delle stanze ma una intera ala del Quadrato Compagna, ampia e funzionale sia per uffici che per foresteria, con sopralluoghi già effettuati nel maggio scorso e disponibilità ad effettuare dei lavori di adeguamento. Sono certo che questo percorso porterà al raggiungimento degli obiettivi comuni.

Fatte queste precisazioni, non vorrei che qualcuno possa pensare che se oggi in tutte le città italiane esistono problemi di sicurezza è perché non si aprono stazioni dei carabinieri. La competenza della sicurezza e della gestione delle migrazioni è del Governo centrale e rappresenta un monumento al fallimento del centrodestra nazionale che, dopo anni di campagna elettorale sull’argomento, non è stata in grado di realizzare nulla al riguardo, se non spendere miliardi di euro di soldi degli italiani per carceri rimaste vuote in Albania, spostandoci per altro personale delle Forze dell’Ordine sottratto al controllo del territorio. Del resto il vero tema che dovrebbe essere affrontato è quanti agenti e militari dei carabinieri in servizio sul territorio sono andati in pensione negli ultimi anni e quanti di questi sono stati sostituiti, ma capisco che si evita di farlo per mere ragioni politiche.

In tale contesto il Comune sta svolgendo il proprio compito per ciò che sono le proprie competenze, per esempio attraverso la videosorveglianzaNon è un caso, infatti, che nonostante i progetti di videosorveglianza non siano ancora terminati, intorno al luogo degli ultimi episodi siano già attive 6 telecamere che consentiranno a chi indaga di individuare tutti gli autori di condotte illegaliil momento di passare ai fatti il Comune l’ha affrontato circa 7 anni fa e restiamo in trepidante attesa che altre figure politiche riescano a produrre qualcosa di più di un comunicato stampa.

Condividi questo contenuto