L’esponente del gruppo “Futuro” pubblica le carte della seduta del 30 luglio: dai numeri sballati sulle licenze al mancato recepimento delle norme sulla qualita. «L’Assessore Cuzzocrea smentisca gli atti. La minoranza ha abbandonato l’aula dopo il no al rinvio»
La Maggioranza non accetta le critiche.
Voglio ricordare che quando contestiamo qualcosa lo facciamo su dati obiettivi. Noi usiamo i documenti, loro mera propaganda.
Volete un esempio? Ecco le carte:
Regolamento Taxi e NCC: approvato un testo pieno di errori, ignorati i rilievi dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti.
Pubblico sia il regolamento approvato che il parere dell’ART.
Non aggettivi, non opinioni: articoli, commi, numeri. Quelli non si smentiscono con un comunicato stampa.
La maggioranza consiliare ha approvato, alla seduta consiliare del 30 luglio 2026, il nuovo Regolamento comunale per il servizio Taxi e NCC nonostante il testo presentasse errori materiali evidenti e nonostante i rilievi formulati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART, parere n.
31/2026 del 29 aprile 2026) risultassero non recepiti. La minoranza aveva chiesto il rinvio del punto proprio per consentire le correzioni necessarie: la richiesta è stata respinta.
Un testo approvato con evidente ed imperdonabile superficialità.
Vi diamo le prove, così la mera propaganda questa volta non può contestare l’operato dei consiglieri di minoranza.
Non si tratta di dettagli formali. Il testo licenziato dal Consiglio comunale contiene:
- La contraddizione numerica interna nello stesso articolo. L’art. 6, comma 2, fissava il contingente NCC in “20 unità complessive”. Due commi dopo, il comma 4 dello stesso articolo richiama le autorizzazioni per persone a mobilità ridotta (PMR) come riserva “all’interno delle complessive 10 autorizzazioni attualmente stabilite”. Venti o dieci? Il Regolamento non lo sa. E se non lo sa un Regolamento, figuriamoci un tassista che deve rispettarlo. Anche questo aspetto si è cercato di sanarlo con emendamento in aula.
– Campi lasciati letteralmente in bianco.
Un Regolamento comunale votato in Consiglio con i campi ancora da compilare: sembra più un modulo Word dimenticato aperto che un atto pubblico.
- Un rimando interno che cita se stesso. Il comma 5 dell’art. 6 richiama “le operazioni di cui ai commi nn. 3, 4 e 5 del presente articolo” — includendo, evidentemente per errore, il comma 5 tra i commi a cui il comma 5 stesso rinvia.
- Un elenco che inizia dalla lettera “d)”. L’art. 14, comma 1, elenca le materie d’esame del concorso pubblico partendo direttamente dalla lettera d), senza che esistano le lettere a), b) e c). Le materie d’esame del concorso pubblico per licenze e autorizzazioni: sistemate con un taglia-incolla mai corretto. Le materie d’esame per diventare tassista partono dalla lettera d): a, b e c evidentemente erano già occupate — dalla fretta.
- Elenchi puntati privi di lettere o numeri, che ricorrono in numerosi articoli chiave del testo, segno di una revisione editoriale che semplicemente non è stata fatta prima del voto.
Questi non sono refusi “cosmetici”: riguardano il numero dei titoli abilitativi da mettere a concorso, le riserve per l’utenza con disabilità, le materie d’esame per l’accesso alla professione. Materie su cui, in caso di contenzioso, un testo scritto male costa caro al Comune, prima ancora che agli operatori.
I rilievi dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, in gran parte disattesi
Il parere ART n. 31/2026 conteneva osservazioni puntuali e non certo cosmetiche:
– Il collegamento tra contingente e monitoraggio del servizio.
L’Autorità chiedeva espressamente che l’art. 6 fosse integrato prevedendo che la quantificazione del contingente di licenze avvenisse “tenendo conto degli esiti del monitoraggio di cui all’art. 61”. Nel testo approvato questo collegamento non c’è: il numero di licenze resta scollegato dai dati reali sulla domanda inevasa che lo stesso Regolamento dice di voler raccogliere.
– Le licenze temporanee dell’art. 7.
L’ART aveva segnalato che la disciplina delle “misure di flessibilità” ricalca una norma emergenziale e temporalmente limitata (art. 3, d.l. 104/2023, legata a grandi eventi o flussi turistici eccezionali), senza però richiamarne i limiti temporali: un uso che rischia di collocarsi in contrasto con la legge, “trasformando la disciplina emergenziale in una norma strutturale”. L’Autorità chiedeva di correggerla o, preferibilmente, di espungerla. Il Comune non ha fatto né l’una né l’altra cosa.
- L’incongruenza sulla vetustà dei veicoli. L’art. 8 richiede ai nuovi concorrenti un veicolo di “recente immatricolazione (massimo 5 anni)”; l’art. 31, per le vetture già in servizio, fissa invece il limite a 10 anni. Una disparità di trattamento tra chi partecipa oggi al concorso e chi è già titolare, su cui l’Autorità aveva chiesto chiarezza e che nel testo finale resta irrisolta.
- L’Allegato B, richiamato dall’art. 61 come base per il monitoraggio della qualità del servizio, che l’ART segnalava come documento “non reso disponibile dal Comune né reperibile sul sito istituzionale”. Se questa condizione non è stata sanata, il Comune ha approvato un Regolamento che rinvia a un allegato che, di fatto, non esiste per il pubblico.
Un emendamento dell’ultimo minuto conferma gli errori, ma non li sana.
A ulteriore riprova della fondatezza dei rilievi, in aula la stessa maggioranza, dopo il mio intervento nel corso del quale segnalavo l’illegittimità del regime delle sanzioni, ha dovuto approvare un emendamento per correggere gli errori del Regolamento. Un’ammissione implicita, arrivata però nel modo peggiore possibile: rattoppando in seduta, con un emendamento, un testo che avrebbe avuto bisogno di una revisione complessiva e coordinata.
È bene ricordare che la minoranza non aveva e non ha lo strumento per rimediare in quella sede: un emendamento consente di intervenire su singoli punti specifici, non di riscrivere un intero regolamento di 65 articoli. L’unico strumento in grado di garantire una revisione seria e complessiva — a partire dagli errori materiali già documentati e dai rilievi dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti rimasti disattesi — era il rinvio, richiesto e respinto. Il fatto che la maggioranza abbia poi trovato il tempo per un emendamento “riparatore” nel corso della stessa seduta rende ancora più stridente il rifiuto opposto poco prima a un rinvio che avrebbe permesso di fare le cose per bene, una volta sola, senza arrivare in Consiglio con un testo da correggere seduta stante.
L’abbandono dell’aula
Per protesta contro il metodo seguito, i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula e non hanno preso parte alle votazioni. Una scelta che segnala con chiarezza come il problema non fosse — e non sia — il merito di singole disposizioni tecniche, ma il modo in cui l’intero provvedimento è stato gestito: nessuno spazio reale per un confronto che consentisse di consegnare alla città un Regolamento scritto e verificato con la cura che un atto di questo tipo merita.
La richiesta di rinvio respinta
In sede di discussione, la minoranza aveva chiesto il rinvio della delibera per consentire una revisione tecnica del testo e il pieno recepimento dei rilievi ART, come la stessa Autorità raccomanda di fare prima dell’approvazione definitiva. La maggioranza ha preferito procedere comunque, blindando un atto che regola un servizio pubblico essenziale con un testo che definire perfettibile sarebbe un eufemismo.
Approvare in fretta un regolamento sbagliato non è amministrare: è scaricare su cittadini, tassisti e operatori NCC il costo di un lavoro fatto male. Chi doveva controllare il testo prima del voto,
evidentemente, non lo ha nemmeno riletto — e chi lo ha corretto a colpi di emendamento in seduta lo ha, di fatto, ammesso.
Assessore Cuzzocrea smentisca ora queste osservazioni, smentisca i documenti dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, smentisca gli errori del Regolamento.
Con la superficialità e l’approssimazione non si può governare una città come Rende. Rende merita un Comune capace di contare fino a venti. Non uno che si ferma a dieci.
Avv. Gianluca Garritano
Consigliere Comunale – Gruppo Futuro

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