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Cosenza, Usb sull’autostazione: “Servirebbero due terminal per un unico sistema di trasporti”

Proposta del sindacato: centro per il BRT e le linee urbane; Vaglio Lise hub per bus extraurbani e treni.

Il dibattito sul futuro dell’autostazione di Cosenza continua troppo spesso ad essere ridotto ad una domanda: lasciarla dov’è oppure trasferirla a Vaglio Lise?

Per USB la questione va posta diversamente.

Non bisogna scegliere tra due luoghi. Bisogna decidere quale sistema di mobilità vogliamo costruire per Cosenza e per l’intera area urbana.

La soluzione che riteniamo più razionale è quella di organizzare il trasporto pubblico attraverso due terminal distinti, con funzioni diverse ma complementari:

l’attuale autostazione nel centro della città come terminal della mobilità urbana e suburbana, integrato con il futuro BRT Cosenza–Rende–Castrolibero;

Vaglio Lise come terminal dei servizi extraurbani, regionali, interregionali e di lunga percorrenza, integrato con le stazioni ferroviarie di Trenitalia/RFI e Ferrovie della Calabria.

Non due autostazioni in concorrenza, quindi, ma due nodi dello stesso sistema di trasporto pubblico.

L’attuale autostazione deve rimanere il terminal della mobilità urbana

L’autostazione oggi collocata nel centro di Cosenza svolge contemporaneamente troppe funzioni.

Vi si attestano servizi suburbani, autobus extraurbani provenienti dalla provincia e servizi interregionali e a lunga percorrenza. A ciò si aggiunge l’utilizzo degli spazi interni anche per la sosta lunga e la regolazione dei mezzi in attesa della corsa successiva, con il rischio maggiore per la sicurezza dei viaggiatori/utenti.

Il risultato è una concentrazione di autobus in una zona già fortemente interessata dal traffico privato.

Durante il periodo estivo il problema diventa ancora più evidente: gli autobus in sosta spesso mantengono in funzione gli impianti di climatizzazione, contribuendo alle emissioni atmosferiche e all’inquinamento acustico in un quartiere densamente abitato.

Le proteste che periodicamente provengono dai residenti non possono quindi essere liquidate come una semplice contrarietà alla presenza del trasporto pubblico. Il problema esiste.

Ma la soluzione non può essere quella di cancellare il trasporto pubblico dal centro.

Al contrario, proprio il centro deve continuare ad essere raggiungibile attraverso il sistema più efficiente possibile di trasporto urbano e suburbano.

Ed è qui che il progetto del Bus Rapid Transit Cosenza–Rende–Castrolibero assume un’importanza decisiva.

Il progetto BRT, già destinatario di un primo finanziamento regionale di 8 milioni di euro sui 30 milioni programmati, sembrerebbe concepito proprio per rafforzare i collegamenti quotidiani tra Cosenza, Rende, Castrolibero e l’Università della Calabria attraverso un sistema rapido su gomma (i più ricorderanno comunque che analoga proposta per Cosenza fu fatta ufficialmente dal prof. Gattuso, quale componente del comitato NoMetro, alla vigilia delle comunali che videro la vittoria a sindaco di Mario Occhiuto, in alternativa alla metroleggera).

Per questo riteniamo il BRT debba trovare nel terminal centrale uno dei riferimenti fondamentali del nuovo sistema, insieme alle altre linee urbane e suburbane.

L’attuale autostazione verrebbe così alleggerita dei mezzi che non hanno una funzione propriamente urbana, ma non perderebbe la propria centralità. Cambierebbe solo funzione.

Da terminal indistinto di qualsiasi tipologia di servizio diventerebbe il terminal della mobilità dell’area urbana.

Vaglio Lise deve diventare il terminal della mobilità territoriale. La funzione complementare deve essere assegnata a Vaglio Lise.

USB aveva già evidenziato come quest’area rappresentasse naturalmente il principale nodo potenziale dell’intermodalità cosentina, proprio per la compresenza delle stazioni ferroviarie della rete nazionale e di Ferrovie della Calabria.

A Vaglio Lise potrebbero essere attestati:

  • i servizi extraurbani provinciali e regionali;
  • i collegamenti interregionali;
  • i servizi automobilistici a lunga percorrenza;
  • le aree di sosta e regolazione dei mezzi tra una corsa e l’altra;
  • le aree di ristoro per gli Operatori di esercizio costretti a lunghe attese.

La stazione diventerebbe così un vero hub ferro-gomma, nel quale il passeggero possa scegliere e cambiare modalità di trasporto.

Chi arriva con un autobus extraurbano potrebbe proseguire con Trenitalia, con Ferrovie della Calabria. Chi arriva in treno potrebbe effettuare il percorso inverso.

È precisamente ciò che dovrebbe significare la parola intermodalità.

Peraltro, lo stesso progetto BRT elaborato per l’area urbana introduce il principio della specializzazione dei nodi. A Rende, ad esempio, è prevista la realizzazione di nodi intermodali, uno dei quali a Quattromiglia destinato anche a diventare hub per gli autobus extraurbani (e qua si dovrebbe aprire una discussione più ampia).

Se questo principio è considerato valido a nord dell’area urbana, appare del tutto ragionevole applicarlo anche a Cosenza. Separare i flussi senza penalizzare l’utenza.

Questa impostazione consentirebbe di affrontare contemporaneamente più problemi.

L’attuale autostazione continuerebbe ad essere raggiunta direttamente dagli utenti dei servizi urbani e suburbani e diventerebbe parte integrante della nuova organizzazione del BRT.

Al tempo stesso, una parte consistente degli autobus extraurbani e soprattutto dei mezzi interregionali e a lunga percorrenza non sarebbe più costretta ad attraversare e raggiungere il centro cittadino.

Si ridurrebbero così:

  • il numero complessivo di autobus presenti nell’attuale terminal;
  • le manovre di ingresso e uscita;
  • le soste prolungate;
  • il traffico pesante sulle strade circostanti;
  • l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto dai mezzi in attesa.

Ma soprattutto si eviterebbe un errore che abbiamo sempre considerato inaccettabile: risolvere i problemi del centro semplicemente scaricandoli sugli utenti del trasporto pubblico. Il centro rimarrebbe servito.

Sarebbe semplicemente servito dai mezzi che per funzione devono muoversi nel centro: urbano, suburbano e BRT. Una rete ferroviaria che già aiuta a distribuire i flussi.

Vaglio Lise possiede inoltre una caratteristica che nessun’altra area cittadina può riprodurre. È già collegata al territorio attraverso due sistemi ferroviari.

I servizi di Ferrovie della Calabria assicurano il collegamento verso la parte centrale e meridionale di Cosenza e provincia fino ad arrivare a Catanzaro, mentre la rete ferroviaria nazionale consente di proseguire verso nord.

Questo significa che il futuro terminal extraurbano non sarebbe un luogo isolato nel quale depositare i passeggeri. Sarebbe un punto di scambio tra sistemi di trasporto differenti.

Naturalmente ciò non elimina la necessità di rafforzare anche i collegamenti urbani con Vaglio Lise e di lavorare su una vera integrazione tariffaria.

Già nel precedente intervento USB avevamo indicato proprio frequenza dei servizi di adduzione, affidabilità e integrazione tariffaria come condizioni necessarie per qualsiasi riorganizzazione.

Ma il punto politico cambia radicalmente. Vaglio Lise non sostituirebbe l’autostazione del centro. Svolgerebbe un’altra funzione.

E allora quale futuro per Vaglio Lise?

Proprio per questo desta attenzione il ritorno della proposta di realizzare nell’area dello Scalo di Vaglio Lise un grande Convention & Expo Center.

Il progetto rilanciato nelle ultime settimane riprende una proposta del 2021 e prevede un polo multifunzionale per congressi, fiere, eventi e altre attività. L’ipotesi originaria riguardava una struttura di circa 65 mila metri quadrati, con padiglioni espositivi, sale congressuali e ulteriori funzioni.

USB non è contraria in via pregiudiziale ad un Palacongressi. La questione che poniamo è un’altra.

Prima di destinare gli spazi disponibili di Vaglio Lise ad altre funzioni, bisogna stabilire quale debba essere il ruolo strategico di quell’area nel sistema dei trasporti.

Perché Vaglio Lise possiede qualcosa che non si può ricostruire facilmente altrove: la convergenza tra ferrovia nazionale, Ferrovie della Calabria, viabilità principale e grandi superfici utilizzabili per l’interscambio.

È una vera culla naturale dell’intermodalità.

Una struttura congressuale può trovare eventualmente una propria collocazione all’interno di un progetto complessivo dell’area, purché non sottragga gli spazi necessari alla mobilità e sia compatibile con essa.

Ma non può avvenire il contrario.

Non possiamo compromettere definitivamente una funzione pubblica utilizzata 365 giorni all’anno per privilegiare una struttura destinata inevitabilmente ad essere utilizzata in modo discontinuo in occasione di congressi, manifestazioni ed eventi. Prima viene definita la funzione trasportistica dell’area. Poi si stabilisce cosa possa convivere con essa.

Due terminal, un solo sistema. La nostra proposta può essere quindi sintetizzata in modo molto semplice.

Terminal centrale

L’attuale autostazione diventa il nodo della mobilità urbana e suburbana:

urbano – suburbano – BRT.

Un terminal pienamente inserito nella città, destinato agli spostamenti quotidiani tra Cosenza, Rende, Castrolibero e gli altri centri dell’area urbana.

Terminal Vaglio Lise

L’area della stazione diventa il nodo della mobilità territoriale e della lunga percorrenza:

extraurbano – regionale – interregionale – lunga percorrenza – Trenitalia – Ferrovie della Calabria.

Due terminal. Due funzioni diverse. Un’unica rete.

Questa impostazione consentirebbe di ridurre sensibilmente la pressione sull’attuale autostazione senza privare il centro del trasporto pubblico, rafforzare l’intermodalità, recuperare strategicamente Vaglio Lise e accompagnare il progetto BRT con una riorganizzazione complessiva del sistema.

La stessa pianificazione del BRT viene oggi presentata dalle istituzioni come uno strumento di mobilità multimodale sostenibile e di riduzione delle emissioni.

È quindi arrivato il momento di fare un passo ulteriore.

Regione Calabria, Comune di Cosenza, Comuni dell’area urbana, Ferrovie della Calabria, RFI, gestori del TPL e parti sociali dovrebbero essere chiamati a discutere non semplicemente dove mettere l’autostazione, ma quale assetto dare alla mobilità pubblica dell’area cosentina nei prossimi decenni.

Per USB la strada è chiara:

mantenere nel centro il terminal della mobilità urbana e suburbana, rafforzato dal BRT, e costruire a Vaglio Lise il grande terminal intermodale dell’extraurbano e della lunga percorrenza.

Non uno spostamento.

Una riorganizzazione del sistema.

USB Cosenza
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