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Altomonte, tranciate le condotte di acqua e gas: caos in cantiere e rischi per la sicurezza dei cittadini

L’inchiesta firmata da Francesco Pacienza evidenzia le violazioni procedurali durante i lavori sui sottoservizi: nessun responsabile in cantiere e mancate notifiche ai vigili del fuoco per la fuga di gas.

di Francesco Pacienza

Una giornata d’ordinaria approssimazione e di grave rischio per la pubblica incolumità quella vissuta oggi nel centro abitato di Altomonte. Durante l’esecuzione dei lavori di posa di tubazioni sotterranee per conto di ENEL, la ditta esecutrice, diversa da quella affidataria dell’incarico (S.I.E.L. srl), ha inanellato una serie di violazioni procedurali ed episodi di danneggiamento alle reti pubbliche che sollevano pesanti interrogativi sulla sicurezza, sulle competenze delle maestranze e sul rispetto delle normative vigenti.

Il primo incidente si è verificato intorno alle ore 9:00, quando la ditta ha tranciato di netto una condotta comunale dell’acqua potabile. Secondo le procedure operative standard e i protocolli di cantiere, l’interruzione imprevista di un servizio pubblico essenziale impone l’immediata segnalazione agli uffici tecnici comunali per limitare i disagi alla popolazione e consentire l’intercettazione del flusso idrico. Tale comunicazione non è mai avvenuta da parte dell’impresa: il Settore Tecnico del Comune è stato informato soltanto a seguito delle segnalazioni inviate da alcuni residenti mentre la ditta stava procdendo ad un rattoppo sommario della tubazione.

La situazione è poi degenerata nel primo pomeriggio. Nella stessa area di scavo – situata a pochissimi metri dalle abitazioni civili – le lavorazioni hanno provocato il danneggiamento di una tubazione del gas metano. In pochi minuti, l’aria della zona si è saturata del tipico odore pungente del gas, innescando una condizione di potenziale pericolo per l’intera comunità.

A fronte di una fuga di gas metano in pieno centro abitato seppur in area periferica e in prossimità di civili abitazioni, le normative sulla sicurezza nei cantieri edili e di pubblica utilità impongono protocolli rigidi e immediati:

  1. Evacuazione e isolamento dell’area: Delimitazione immediata della zona a rischio, evacuazione a scopo precauzionale degli edifici prospicienti e stop istantaneo a qualsiasi sorgente di innesco (compreso lo spegnimento di motori di mezzi meccanici e attrezzature da scavo) blocco del transito di tutti i veicoli sia motore che elettrici.
  2. Allertamento immediato dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale: Attivazione simultanea dei soccorsi tecnici urgenti (115) e delle forze dell’ordine per la gestione del traffico e l’incolumità pubblica.
  3. Notifica agli enti di protezione civile e all’autorità locale: Segnalazione tempestiva al Comune per l’eventuale emissione di ordinanze contingibili e urgenti a tutela dei cittadini.

La ditta esecutrice dei lavori si è invece limitata a contattare il Pronto Intervento di Italgas, omettendo di adottare le restanti misure di messa in sicurezza del sito e di coordinamento con le autorità territoriali.

A rendere la vicenda ancora più paradossale è quanto emerso a seguito di una richiesta diretta di chiarimenti agli operatori presenti sul posto. Alla domanda su chi fosse il Responsabile di Cantiere o il Preposto alle lavorazioni, un operaio presente ha risposto testualmente che “sul cantiere non vi è alcun responsabile”.

Un’affermazione di una gravità inaudita. Oltre alla totale assenza di una figura di coordinamento in un cantiere ad alto rischio, gli operai operavano privi del tesserino identificativo plastificato, in aperta violazione dell’art. 20, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), che impone a chiunque svolga attività in regime di appalto o subappalto di esporre in modo visibile la tessera corredata di fotografia e generalità. 

Di fronte a quanto accaduto, emergono quesiti formali ai quali gli enti preposti saranno tenuti a dare risposta:

  • La ditta esecutrice di tali lavori possiede le reali competenze e qualifiche tecniche necessarie per operare in un contesto urbano complesso?
  • Il Comune di Altomonte era stato preventivamente ed edotto dell’avvio di questi specifici scavi?
  • La ditta esecutrice dei lavori ha richiesto formale riscontro ed estrazione delle mappe dei sottoservizi prima di procedere con i mezzi meccanici sulle reti idriche e del gas?

Sullo sfondo resta il documentato riscontro audio/video di quanto accaduto, a testimonianza di una gestione dei lavori che ha esposto un quartiere a rischi ingiustificati. La sicurezza del territorio e dei cittadini non può essere affidata all’improvvisazione.

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