La deputata della Lega accusa i sindaci riformisti dell’area urbana cosentina di immobilismo: «Dissero no alla fusione promettendo un’unione che non è mai nata. Rischiamo una doppia sconfitta»
Due anni fa Franz Caruso e Sandro Principe dissero no alla città unica. E dissero che l’Unione dei comuni sarebbe stata una grande soluzione. Nel frattempo non è successo nulla.
Tra sette mesi si scioglierà il consiglio comunale di Cosenza. Ma di approvazione della proposta niente.
Eppure l’Unione è prevista dal Tuel e da grandi opportunità. Certo, per noi era di gran lunga meglio la città unica ma abbiamo rispettato la volontà popolare.
Però è legittimo chiedersi: perché non si arriva a una soluzione? Perché non si coinvolgono i parlamentari? Perché non si inserisce anche Montalto Uffugo?
Dai due sindaci riformisti aspettiamo una risposta. Cosenza ha perso l’occasione di diventare un grande agglomerato e oggi perde l’occasione anche dell’Unione con i finanziamenti previsti.
Se la città unica non andava bene e al suo posto bisognava fare, come dissero Principe e Caruso, l’Unione perché non è stato fatto niente? Per una questione di cariche? Sarebbe utile dirlo all’area urbana. Perché rischiamo una doppia sconfitta.
Simona Loizzo deputato della Lega

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