La consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva deposita un’interrogazione scritta dopo il decreto del Ministero che riduce le risorse destinate ai parchi archeologici calabresi.
«La Regione spende milioni di fondi destinati allo sviluppo della Calabria per lavori in un sito archeologico che appartiene allo Stato. Lo Stato, contemporaneamente, toglie 2,6 milioni all’istituto che gestisce quel sito e, con i soldi prelevati a questo e ad altri musei e parchi, finanzia anche gli investimenti della Triennale di Milano». È quanto dichiara Filomena Greco, Consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, che ha depositato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Presidente della Giunta regionale e all’assessore competente.
Con il decreto n. 339 del 16 settembre 2026 il Ministero della Cultura ha disposto il trasferimento al bilancio dello Stato di 29.856.563 euro attinti dalle disponibilità di diciotto istituti autonomi, tra cui i Parchi archeologici di Crotone e Sibari, ai quali vengono prelevati 2,6 milioni. Il Ministero riassegna le somme a diverse voci del proprio bilancio, tra cui 10 milioni per il restauro di beni culturali, 5 milioni per acquisti, espropri ed esercizio della prelazione su immobili e opere d’interesse storico e artistico, 4 milioni per la Scuola dei beni e delle attività culturali, 2,5 milioni per il funzionamento delle Soprintendenze, 2,5 milioni per gli investimenti della Fondazione La Triennale di Milano e 1,5 milioni per cancelleria, noleggi e trasporti degli uffici, senza che il decreto indichi in quali territori queste risorse saranno spese. Due giorni dopo la Regione Calabria e i Parchi hanno sottoscritto una convenzione da 7,57 milioni per un intervento nell’area archeologica di Capo Colonna, finanziato per 6,69 milioni con risorse FSC 2021-2027 e per 880 mila euro con risorse PAC 2014-2020.
«Lo Stato dovrebbe destinare al Sud almeno il 40 per cento delle proprie risorse ordinarie in conto capitale, e già su questo i conti non tornano. Sul rispetto di questa clausola ho depositato in Consiglio regionale una mozione che è ancora senza risposta — aggiunge la consigliera —. Il caso dei Parchi di Crotone e Sibari ci obbliga adesso a guardare anche il fenomeno inverso. Quante risorse FSC, PAC, europee e regionali, pensate per lo sviluppo della Calabria, sono state spese dal 2021 a oggi su beni che appartengono allo Stato o che lo Stato gestisce? E quanti investimenti ordinari del Ministero della Cultura sono arrivati effettivamente in Calabria nello stesso periodo? Sono domande a cui la Giunta deve rispondere per ogni singolo intervento».
«È necessario inoltre che la Giunta dica se fosse a conoscenza del prelievo e se abbia verificato se quei fondi erano fermi in cassa o già destinati a lavori e attività dei Parchi. La Regione deve chiedere al Governo e al Ministero della Cultura il ripristino dei 2,6 milioni — conclude Filomena Greco —. Deve essere chiaro che le risorse destinate allo sviluppo della Calabria non possono servire a pagare interventi su beni statali mentre lo Stato riduce le disponibilità degli istituti che quei beni dovrebbero curare».

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