A parlare è Francesco Molinari, vice-presidente della Commissione Permanente Finanza e Tesoro, che esprime tutto il suo rammarico per i crolli avvenuti nel centro storico di Cosenza e chiede interventi urgenti e mirati
“ll centro storico di Cosenza cade a pezzi” – dice Molinari e sottolinea come per chi è nato e cresciuto lì, e che in quei luoghi ha ancora la sua famiglia, alcuni accadimenti fanno ancor più male. Non solo fatalismo, ma anche un fondamento di colpa, dunque, perché si è colpevoli – aggiunge Molinari – “quando dimenticando le nostre origini popolari, non facciamo il dovuto per emancipare e migliorare i luoghi dove abbiamo vissuto, appena raggiunta una minima sicurezza economica, ed è inutile girarci intorno”.

“Quante volte, la parte più antica di Cosenza vecchia è saltata agli onori della cronaca per la fragilità dei suoi edifici e quante volte è stata al centro di iniziative strumentali a scopo elettoralistico o, peggio, per fare qualche affare esauritosi nell’ennesimo pub per agitare un’improbabile quanto effimera movida di stagione. Sappiamo bene come, qui da noi, ogni buona intenzione si esaurisca nell’erogazione di qualche agevolazione furtiva a qualche amico di bottega, più o meno artigiana” – dice Francesco Molinari senza troppi peli sulla lingua.
E poi prosegue dicendo come “il crollo in Via Gaeta del 29 maggio scorso è il risultato del disinteresse e di certi poco nobili interessi, ambedue poco commendevoli”.
Pone poi l’accento sui personaggi della “nuova politica” definendo riprovevole certa demagogia, quell’interessato moralismo su tutta la vicenda.
“Corvi e sciacalli che si aggirano tra le rovine del centro storico e della nostra società sperando che sia rimasto qualcosa per soddisfare i loro appetiti da ultimi arrivati. Probabilmente, a questi tardi epigoni della vecchia politica, dispiace che – solo grazie alla fortuna – non sia scappato il morto, così da potersi ritrarre nel selfie o nel video della loro vita, quella vita dove si è in quanto si appare. E allora, non attendiamo che succeda la tragedia e non facciamo del centro storico cosentino il primo assaggio della prossima campagna elettorale, in vista delle comunali del 2016”.
Incisivo l’appello a che “si mettano subito in campo azioni preventive, senza aspettare pilatescamente che i privati pongano in essere le cautele e gli obblighi che spetterebbero loro”.
Il sindaco Occhiuto – dice Molinari – anche presidente di provincia, non può nascondersi dietro ordinanze inefficaci per giustificare la sua inerzia, limitandosi a sottolineare le intimazioni a procedere alla messa in sicurezza fatte ai privati, spesso impossibilitati a provvedere perché senza disponibilità. Occhiuto ha tutti i poteri che la legge concede per cercare, almeno, di far fronte ad una situazione che si sta facendo sempre più grave. Urge avere un quadro chiaro dello stato degli immobili del centro storico ed effettuare quei controlli al fine di capire quali siano quegli interventi che necessitano di massima urgenza, per poi dare il via ad un piano organico che permetta un recupero graduale. Non è più il tempo delle chiacchiere e non si permetterà più che chi ricopre incarichi nelle pubbliche istituzioni possa nascondersi dietro scuse pietose: lo sappiano gli amministratori cosentini che c’è chi, di fronte al rischio dell’incolumità dei cittadini, non aspetta di ritrarre la sua libbra di carne e sappiano che ne dovranno accettare le conseguenze”.
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