34 anni e un figlio tanto atteso, che però muore durante il parto, e adesso va capito se si tratta di un caso di malasanità
Sospetto caso di malasanità a Castrovillari dove una donna di 34 anni, ha visto morire suo figlio durante il parto. Ci si interroga sulle eventuali responsabilità dei sanitari e sulle motivazioni che hanno portato alla morte di un bambino di sesso maschile, di 4,280 kg, di 54 cm, che non starà mai tra le braccia della sua mamma.

I familiari raccontano come l’11 Giugno, quando la giovane donna si è recata presso l’ospedale di Castrovillari con le contrazioni, e considerato che la gravidanza era quasi giunta al termine, ha pensato che fosse arrivato il momento giusto.
39 settimane e 5 giorni, il bambino stava bene. Eppure il medico che tiene in cura la donna, suggerisce al collega di turno, di indurle il travaglio con la tecnica del gel. Il medico in servizio opta per altra soluzione, la donna non ha ancora terminato la gestazione e il bambino continua a stare bene.
La donna viene tenuta in osservazione, le contrazioni si allentano, il battito del bambino è regolare e dunque il giorno successivo, il 12 giugno, la donna sceglie di tornare a casa, per riposare in vista dell’imminente parto.
Il giorno 13 giugno, recatasi in ospedale, viene sottoposta ad un tracciato di controllo che evidenzia una condizione stazionaria della salute del bambino.
E’ il giorno 14 giugno, nella notte di domenica, la donna accusa forti dolori e considerato che la gravidanza è ormai giunta alle termine, si reca all’ospedale, dove, dopo averle fatto un tracciato ed una visita, constatata anche la rottura delle acque, viene condotta in sala parto, dove, di lì a poco, si consumerà la tragedia della morte del piccolo.
Significativo come durante il travaglio conclamato – così ha riferito uno dei familiari – la donna non fosse stata sottoposta al tracciato, metodica utilizzata su tutte le donne che si accingono a svolgere un parto naturale e che consente ai sanitari di tenere sotto controllo le variazioni dei battito del nascituro e agire pertanto di conseguenza.
Forse se così fosse stato fatto, si sarebbero accorti che il battito del bambino stava scendendo, e avrebbero potuto decidere per una metodica consona a salvare la vita di mamma e bambino.
Fatto sta che la donna, sottoposta ad “episiotomia” ha dato alla luce suo figlio che – circa 10 minuti dopo – è stato dichiarato morto dai sanitari.
Cosa sia successo davvero in quelle ore lo dirà l’autopsia che sarà condotta in queste ore sul corpo del bambino, dopo che i familiari hanno sporto regolare denuncia dell’accaduto presso il commissariato di Castrovillari.
Ennesimo caso di sospetta malasanità sul quale urge far luce, affinché si appurino eventuali responsabilità – se ce ne sono – e affinché non accada più che un figlio atteso per 5 lunghi anni, venga alla luce senza avere la possibilità di vivere tra le braccia della sua mamma.
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