Oltre 70 presenze al Rotary per la lezione del prof. Librandi. La sfida alla scaramanzia di venerdì 17: «La superstizione è una filosofia minore che va compresa».
Si è svolto venerdì 17 aprile, presso il Best Western Premier “Villa Fabiano Hotel” di Rende, l’incontro promosso dal Rotary Club Rende sul tema: “I saperi della superstizione. Il sistema delle credenze come filosofia minore. Conoscere la superstizione per liberarsene”.
La serata ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, con oltre 70 presenze, tra soci rotariani, rappresentanti del mondo accademico, professionisti e cittadini, a conferma del forte interesse suscitato da un tema ancora oggi attuale e culturalmente rilevante.
La scelta della data – volutamente simbolica – ha rappresentato uno spunto efficace per avviare una riflessione approfondita sul ruolo che la superstizione continua ad avere nella società contemporanea, anche nei contesti culturalmente avanzati.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Rotary Club Rende, Sergio Mazzuca, che ha sottolineato come la superstizione accompagni l’uomo fin dalle origini, nascendo dal bisogno di spiegare ciò che non si conosce e di trovare sicurezza davanti all’incertezza. Ancora oggi, ha evidenziato, credenze e pratiche simboliche continuano a influenzare comportamenti individuali e dinamiche collettive, in Italia e in modo particolare in Calabria, terra ricca di tradizioni e cultura popolare.
Nel suo intervento introduttivo, il Presidente ha ricordato che studiare la superstizione non significa ridicolizzare le tradizioni, ma comprendere meglio le radici culturali delle comunità e sviluppare uno spirito più libero e consapevole. In questo senso, l’iniziativa si inserisce pienamente nella missione del Rotary: promuovere cultura, dialogo e crescita civile.
Protagonista della serata è stato il prof. Fulvio Librandi, docente di Antropologia culturale ed Etnologia delle culture mediterranee presso l’Università della Calabria, che ha offerto una relazione ampia e ricca di spunti interpretativi sul sistema delle credenze popolari come elemento strutturale della cultura mediterranea e del patrimonio identitario delle comunità locali.
Nel corso dell’incontro è emerso come la superstizione non appartenga soltanto al passato, ma continui ancora oggi a influenzare scelte quotidiane, percezioni del rischio e modalità di interpretazione della realtà. Comprenderne i meccanismi significa rafforzare strumenti di lettura critica del presente e favorire una maggiore autonomia culturale delle persone.
Nel suo intervento conclusivo, il Presidente Mazzuca ha ribadito che conoscere questi fenomeni consente di distinguere tra tradizione culturale e condizionamento mentale, contribuendo a sviluppare consapevolezza individuale e responsabilità collettiva. Serate come questa rappresentano momenti preziosi di crescita per la comunità e testimoniano l’impegno del Rotary nel promuovere conoscenza e partecipazione culturale.
L’iniziativa si inserisce nel programma annuale del Rotary Club Rende, che continua a proporre incontri di alto profilo sui temi della cultura, della società e dello sviluppo civile del territorio.

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