La Provincia di Cosenza ha deciso di utilizzare i droni per monitorare lo stato dei mari e delle foci dei fiumi locali alla ricerca di tutte le irregolarità

In particolare la Polizia provinciale, dietro precisa richiesta del presidente provinciale Mario Occhiuto oltre che con la delega della Procura di Paola, sta controllando gli impianti di depurazione e le coste del Tirreno con riprese effettuate dall’alto. Il primo esperimento è stato fatto martedì scorso, 28 luglio, a Paola, in località Pantano dove il drone ha registrato diverse immagini degli impianti di depurazione presenti in zona, ma anche della foce dei torrenti.
Il drone poi ha preso il largo per una simulazione di controllo volta all’individuazione di pescherecci che praticano la pesca a strascico, illegale per i possibili danni ai fondali ma anche per l’impoverimento della risorsa ittica locale. In più le reti sui fondali portano a galla sporcizia sedimentata che, trascinata a riva dalle correnti, produce uno strato di colore scuro che galleggia sulle onde.
I primi riscontri dei controlli hanno evidenziati situazioni di criticità, come la manutenzione ordinaria e straordinaria dei depuratori. Infatti dai campionamenti effettuati su 41 impianti è stato riscontrato in alcuni casi il superamento dei limiti tabellari per le analisi microbiologiche e ulteriori approfondimenti si stanno eseguendo sui parametri che stabiliscono la tossicità delle acque allo scarico. Tutto materiale che verrà successivamente vagliato dalla Procura di Paola.
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