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Circolare veloce, il Comune di Cosenza ricorrerà al Consiglio di Stato

Il Comune di Cosenza ha deciso di ricorre al Consiglio di Stato e, se necessario, anche alla Corte di Giustizia Europea dopo la decisione del Tar Regionale sulla Circolare veloce

Circolare Veloce cosenzaIl Comune di Cosenza passa all’offensiva perché la sentenza del Tar Regionale sulla Circolare veloce Cosenza-Rende-Unical non ha soddisfatto nessuno. Così l’amministrazione comunale bruzia ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato e, se anche questo non dovesse bastare, anche alla Corte di Giustizia Europea.
Le motivazioni sono spiegate in un comunicato ufficiale: “É veramente paradossale pensare di impedire ai Comuni di offrire servizi migliori ai propri cittadini con risorse pubbliche, mentre la Regione viola impunemente la legge continuando con affidamenti diretti delle concessioni di trasporto pubblico locale. Il trasporto urbano ed extraurbano possono e devono coesistere in un sistema virtuoso di rispetto delle regole e, soprattutto, nell’interesse dei cittadini che devono poter scegliere il servizio migliore, pertanto non si può accettare che il danno ricada sugli utenti costretti a non poter usufruire di servizi che consentano la mobilità in modo economico e sostenibile”.
Secondo il Comune la sentenza ha molti punti che contraddicono la competenza regionale, in particola riguardo alle competenze in materia di trasporto pubblico locale riservate ai Comuni, come previsto dal Testo Unico Enti Locali”.
Del ricorso si occuperanno gli avvocati che rappresentano il Comune, ma il comunicato emesso sul tema dal Consorzio Autolinee non è affatto piaciuto. E così la battaglia continua: “Siamo certi di essere nella ragione, soprattutto perché siamo animati dalla intenzione di veder riconosciuti i diritti dei cittadini, quali la mobilità e il diritto ad un ambiente salubre e salutare, posto che l’utilizzo del mezzo pubblico, nell’ambito di un efficiente sistema di trasporto locale, scongiura l’uso del mezzo proprio. I danni che stanno subendo i cittadini sono immani e per questo andremo avanti in una partita giudiziaria che è tutt’altro che chiusa”.

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