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Il Cammino di Santiago; Una serata “speciale” e tante emozioni da buttar giù in un sorso solo

Si è tenuta ieri sera, a Montalto Uffugo presso la sede dell’Associazione Collabori-Amo, una serata di cultura e scoperta enogastronomica, che ha avuto per protagonista “il Cammino di Santiago”

cammino di santiago
Il Cammino di Santiago; Una serata “speciale” e tante emozioni da buttar giù in sorso solo

Il vero protagonista della serata di ieri, 1 ottobre, è stato “il racconto”, una storia appassionante ed “appassionata” di un viaggio magico, che ha tenuto in religioso silenzio una sala gremita di gente che ha trovato, in un giorno d’autunno, la dimensione ideale per emozionarsi e per scoprire come la condivisione di alcune esperienze di vita, possano arricchire e cambiare anche a tratti, il modo di concepire semplicemente il domani.

A dar voce a questo racconto è stato Alessandro Senato, un giovane uomo, non appariscente, con un delizioso sorriso, che con in testa un cappello e con grande garbo, ha regalato a tutti i presenti la sua storia.

E allora dopo la presentazione della padrona di casa, Roberta Caruso – giovane imprenditrice calabrese, alle prese con un nuovo progetto sull’ospitalità – la serata ha avuto inizio. Una serata capace di coniugare la musica spagnola della chitarra classica del Maestro Scornaienchi, caratterizzata da arpeggi tanto veloci quando coinvolgenti, con le parole di quel “racconto”, capace di trascinare su quel “cammino” chi ancora quella esperienza di vita, non l’ha fatta.

Roberta Caruso e Alessandro Senato
Roberta Caruso e Alessandro Senato

Il cammino di Santiago. Dicono che quel viaggio, dalla Francia alla Spagna, quegli 800 km a piedi li fai se ne senti la necessità, se senti il “richiamo”. Ai presenti ieri sera era stato fornito solo un “invito”, che nascondeva in se un richiamo silenzioso che conduceva alle emozioni, perché quelle, non hanno bisogno di mezzi per arrivare a destinazione, e vi giungono anche a piedi nudi e a cuore spalancato.

Anche ad occhi chiusi si sarebbero potute vedere le immagini di quel viaggio che Alessandro ha intrapreso, alla ricerca di qualcosa. Non tutto ha “trovato” lungo quella strada, lungo quel “cammino” a tratti impervio, difficile, emotivamente complesso. Eppure nel suo zaino, al rientro, c’era sicuramente il respiro di tutte quelle persone incontrate lungo la strada, alcune delle quali erano “spoglie”, svestite di abiti e scarpe, ma che erano “vestite meravigliosamente bene”, in fatto di sorrisi, ospitalità, umanità, garbo, tanto da sembrare i protagonisti di una storia, che non dovesse concludersi troppo presto con la parola “fine”.

Una sorta di famiglia, in quelle donne e in quegli uomini, incontrati lungo il viaggio magico. Uomini e donne con nomi, ma senza cognomi, perché lì, in quella condizione, “chi sei” lo dice solo cosa fai, e il modo nel quale ti relazioni agli altri. Momenti di gioia, di convivio, di sostegno reciproco, di difficoltà fisiche ed emotive e quel desiderio che lungo il “cammino” ti viene a fare visita … il desiderio di restare da solo, di rimetterti alla ricerca spasmodica di quel “qualcosa” che ti ha condotto fino lì, mentre dormi su poco, mangi il necessario, cammini nel fango e sotto la pioggia, aneli a cartelli con su scritta la destinazione “Santiago de Compostela”.

Tanti luoghi, tanti aneddoti, tanto amore profuso e scambiato quasi per osmosi, come se fosse la cose più semplice del mondo, mentre il ricordo della frenesia che si vive ogni giorno, è solo un ricordo sbiadito e stonato.

L’abbraccio collettivo, le foto per rimenbrare, un video che ritrae un pediatra oncologo che ama così tanto i bambini che improvvisa un girotondo con ragazzi di un luogo qualsiasi, che però durante il cammino, sa essere “casa”.

Questi alcuni dettagli di un racconto che in circa un’ora, Alessandro Senato ha regalato al suo pubblico, con una intonazione interpretativa perfetta, mista al suo accento calabrese.

Tutto perfetto, in una serata di cultura, di musica e di bontà enogastronomiche uscite dalla cucina dell’Home Restaurant da Roberto. Una serata di convivio, che ha riproposto, magari solo per accenni, quella capacità di stare insieme, di condividere, di raccontare, come se fuori dalla porta ci fosse solo un cielo coperto di stelle, di una notte di ottobre … e nulla più.

E di quel racconto su quel “viaggio magico”, ho scelto questo passaggio: “ho capito che ci sono persone che possono essere felici con tutta la vita dentro uno zaino, e io credo di essere una di quelle”.

Applausi, per lui.

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