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Scoperti 300 lavoratori in nero e denunciati 65 datori di lavoro

Controlli serrati da parte dei Carabinieri nell’ambito della tutela del lavoro, che ha portato negli ultimi mesi alla scoperta di lavoratori in nero, con conseguenti denunce e multe

I controlli dei Carabinieri per la tutela del lavoro, effettuati nei mesi di luglio, agosto e settembre, su 391 aziende e sulle posizioni lavorative di duemila lavoratori, hanno portato alla scoperta di circa 300 lavoratori in nero e alla conseguente denuncia di 65 datori di lavoro, nonché a multe molto elevate per oltre 800 mila euro.

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Scoperti 300 lavoratori in nero e denunciati 65 datori di lavoro

In merito ai servizi predisposti nell’ambito della pianificazione trimestrale del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, durante le verifiche nelle aziende poste in esame, sono state riscontrate numerose infrazioni alle norme di sicurezza sul posto di lavoro, garantite dal Testo unico in materia di sicurezza.  È proprio l’inosservanza di tali norme, il motivo principale delle numerose denunce e delle multe poste in essere dai Carabinieri, nei confronti delle aziende sanzionate. Per l’impiego di manodopera in nero sono state sospese 52 attività imprenditoriali, in diversi settori, dal tessile all’agricoltura sino ai pubblici esercizi, ed elevate sanzioni amministrative pari a 1.263.947 euro.

Le accuse rivolte dai Carabinieri ai 65 datori di lavoro denunciati, riguardano oltre che l’inosservanza delle norme sulla sicurezza, anche l’utilizzazione illecita o fraudolenta di manodopera, di lavoro nero con la correlata evasione ed elusione contributiva, nonché l’accusa di violazione di numerose norme contenute nel Testo Unico per l’immigrazione. In particolare nei confronti di codesti datori di lavoro viene sollevata l’accusa di aver favorito l’immigrazione clandestina attraverso l’impiego illecito di extracomunitari privi del permesso di soggiorno.

Le operazioni sono state svolte dai Nuclei operativi dei Gruppi tutela lavoro di Milano, Roma e Napoli, che hanno operato nelle province di Reggio Calabria, Crotone, Cosenza, così come di Napoli, Matera, Lecce, Foggia, Firenze, Macerata, Bologna e Asti, in stretta collaborazione con le Direzioni interregionali del lavoro.

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