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Ospedali Psichiatrici Giudiziari, diffida del governo alla Calabria

La Calabria, come altre regioni italiane, è stata invitata con un ultimo sollecito a provvedere entro 45 giorni a chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. L’appello del radicale Emilio Quintieri

Ospedali Psichiatrici GiudiziariLa settimana scorsa al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, è arrivata una lettera dal Governo con la quale gli si chiede di ottemperare, entro e non oltre 45 giorni, agli obblighi di legge attivando le Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) e prendersi in carico gli internati psichiatrici residenti sul territorio locale.

Un ultimo appello indirizzato anche al Veneto, al Piemonte, alla Toscana, all’Abruzzo, al Lazio, alla Campania e alla Puglia, sollecitato dai Ministri della Salute e della Giustizia, Beatrice Lorenzin e Andrea Orlando. Una decisione che soddisfa anche il radicale calabrese Emilio Quintieri, già membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani: “Sono soddisfatto che il Governo abbia finalmente diffidato la Regione Calabria per la mancata attuazione degli obblighi previsti dalla Legge n. 81 del 2014 in merito alla definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Purtroppo credo che, come al solito, la diffida resti ‘lettera morta’ e che quindi occorra subito nominare un Commissario. Già lo scorso aprile avevo denunciato sulla stampa locale e nazionale l’inadempienza continua della Regione Calabria chiedendo alla medesima di attivarsi per l’apertura immediata delle strutture residenziali di Santa Sofia d’Epiro e Girifalco ma ad oggi nonostante siano trascorsi circa 7 mesi, non è stato fatto nulla”.

In realtà il governatore Oliverio si è mosso cercando anche ospitalità per i pazienti nelle regioni vicine: “La Regione Calabria – prosegue Quintieri – si è impegnata a riconoscere alla Regione Basilicata un rimborso spese su base giornaliera pro-capite che sarà pari alla tariffa massima complessiva pro-capite sostenuta attualmente dalla Regione Basilicata per singoli casi complessi, e comunque non inferiore a 250 euro giornaliere pro-capite, che saranno pagati dalla Regione Calabria direttamente alla Regione Basilicata in base alle giornate di presenza registrate. Restano a carico della Regione Calabria gli eventuali costi straordinari non riferibili alle prestazioni ordinariamente erogate nella Rems ospitante”.
In pratica, se in Calabria non c’è posto, andranno corrisposti i soldi destinati all’assistenza alle regioni vicine che vogliono accogliere i pazienti: “Non c’è più altro tempo da perdere – conclude Quintieri – e occorre che il Governo nomini immediatamente il Commissario nelle Regioni inadempienti affinché venga rispettato quanto stabilito dalle Camere”.

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