Il Gip di Paola ha ordinato il prelievo coattivo del Dna di Raffaele e Remo Sansone, fratelli di Franco che era stato assolto pochi mesi fa per il delitto della studentessa Roberta Lanzino

L’inchiesta sul delitto di Roberta Lanzino, la studentessa di Rende trovata morta il 26 luglio ’88 in una zona del comune di Falconara Albanese, potrebbe vivere nelle prossime settimane clamorosi sviluppi dopo la decisione del Gip di Paola che ha ordinato il prelievo coattivo del Dna di Raffaele e Remo Sansone (56 e 53 anni).
I due uomini, originari di Cerisano, sono fratelli di Franco Sansone che è stato assolto l’estate scorsa dall’accusa di avere ucciso la ragazza. Ma gli esami approfonditi dei Ris di Messina hanno permesso di risalire con esattezza al profilo genetico dell’’assassino, attualmente nelle mani della Procura di Paola, e ora si vuole avere una comparazione che potrebbe aprire a nuovi clamorosi sviluppi.
Infatti si tratta dell’inchiesta “Ter” sull’assassinio di Roberta Lanzino dopo che i primi due processi hanno portato all’assoluzione dei presunti colpevoli. Nel primo erano state accusate tre persone residenti nella zona dove venne rinvenuto il cadavere della studentessa, tutte però assolte con sentenza definitiva. E lo stesso è successo nel processo di primo grado a carico di Franco Sansone concluso da poco.
Ma secondo le ultime indiscrezioni ci sarebbero due testimoni pronti a ribadire di aver visto la macchina che secondo loro aveva seguito il motorino prima della sua tragica fine, una Fiat 131.
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