Banner Conad

Censura e paura, il difficile mestiere del giornalista

A cura di Stefania De Cindio

Attento, pronto a mettersi in prima linea, con una firma, su una notizia ricca di particolari, venuta da una fonte sicura, il giornalista rischia ogni giorno in prima persona.

Non basta il “colore oggettivo” della comunicazione, non basta l’asetticità nel riportare i fatti.
N
iente di tutto questo garantisce la “Non censura” dell’informazione.
Niente tutela dalla paura.

Scrivere: parole che prendono forma, quelle parole che descrivono eventi, situazioni, avvenimenti, parole che messe insieme armonicamente danno vita alla Notizia.
Ma la notizia dove ha origine?
Spesso è un comunicato stampa che arriva in redazione, talvolta è un inviato sul luogo a raccontarla, ma frequentemente sono, invece, le singolari e a volte rischiose conoscenze di ogni giornalista; combattenti nati per informare, nati per rendere giustizia a tutto quello che il mondo e noi stessi vorremmo sapere, tutto quello di cui vorremmo essere messi a conoscenza.

siani

Nell’aria, però, aleggia sempre – dietro tutte quelle pagine riempite da comunicati e informazioni – un velo di paura, la paura di dire qualcosa che forse non va detto, magari per nascondere e proteggere il mondo in una bolla di vetro, perché forse lì dentro si sta tutti più al sicuro.

Il giornalista questa sicurezza non la vuole, vive di parole, non di silenzi. Il silenzio uccide l’informazione, il silenzio è complice della censura. Non è un eroe e non vuole che il mondo si senta al sicuro, vuole che il mondo conosca, sia capace di giudicare, che il mondo viva la notizia e non che l’allontani da sé.

Tutto questo non rende il giornalista un giusto.
Lui non è impeccabile, non ha sempre ragione, ma al contrario di tanti, prova a parlare, a raccontare anche sbagliando, ma certamente non si nasconde.

Giancarlo Siani, noto giornalista del “Mattino”, non si volle nascondere. A causa della sua inchiesta divenne bersaglio della camorra, non si tirò mai indietro e pagò con la sua vita la voglia di fare notizia; lui giornalista scomodo per la criminalità organizzata, non ha avuto paura. Scrupoloso e cresciuto con valori della legalità, non si è risparmiato a costo della sua giovane vita.

Non tutti però hanno il coraggio di scrivere, parlare e fare inchiesta come Siani, la paura spesso fa preferire il silenzio, preferisce la vita tranquilla e senza complicazioni. Siani e altri giornalisti come lui hanno preferito le parole ai silenzi, hanno celebrato la libertà di espressione e d’informazione alla censura, senza paura e con il coraggio del giornalista “Combattente”.

“La criminalità, la corruzione non si combattono soltanto con i Carabinieri.
Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti.
E allora quello che un Giornalista” dovrebbe fare è questo: informare.” Giancarlo Siani

“È bello morire per ciò in cui si crede;
chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.” Paolo Borsellino

Condividi questo contenuto