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Marco Paoli in “Ciao, Caterina”, il 9 dicembre al Teatro Morelli

Il prossimo mercoledì 9 dicembre, il teatro Morelli ospiterà lo spettacolo teatrale “Ciao, Caterina”, di e con Marco Paoli, prodotto dall’Associazione culturale ALT ART

In scena al teatro Morelli di Cosenza, lo spettacolo teatrale “Ciao, Caterina”, tratto dall’omonimo libro di Tiziana Iaquinta, ricercatrice di pedagogia generale e sociale, presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro.

Lo spettacolo teatrale si pone come obiettivo una riflessione sul tema della morte, e sui modi educativi per affrontarla. Attraverso lo spettacolo, tutt’altro che triste o difficile, lo spettatore è portato in modo naturale, a riflettere sulla nascita di tutte le cose, ma anche sulla loro fine.

locandina ciao caterina
Marco Paoli in “Ciao, Caterina”, il 9 dicembre al Teatro Morelli

Un occhio puntato dunque sulla morte, che rimane oggi forse, l’unico tabù. Una sostituzione dell’ottica dell’infinito – che non appartiene alle cose e alle vicende terrene – con l’ottica del “finito” e del “Finire”. Ed è proprio di fronte al finito che ogni essere umano forma e misura la propria resilienza.

Lo spettacolo pur avendo come tema la perdita fisica di una persona cara, un genitore nello specifico, è utile per stimolare la riflessione su tutte le altre “perdite” o “abbandoni”, che possono intervenire in qualsiasi momento nella vita della persona. Pensiamo alla perdita del lavoro, ad una separazioni, agli abbandoni, che stimolano la voglia di continuare a costruire, con maggiore forza e impegno, ad essere progettuali nella propria esistenza ripensando alla luce di un accadimento che si sostanzia nel prendersi cura di sé, continuando a procedere lungo il proprio corso.

Lo spettacolo “Ciao, Caterina”, rappresenta per docenti e educatori, l’occasione per una riflessione delicata e fondamentale su tematiche spesso affrontate con pudore e difficoltà ma fondamentali nel processo formativo dei giovani che oggi più che mai sembrano non saper reagire di fronte alle difficoltà dell’esistere.

Per la messa in scena del 9 dicembre presso il Teatro Morelli, i fondi raccolti dalle libere donazioni, saranno devoluti all’Associazione “Ai confini del cielo Onlus” che svolge attività di assistenza sociale e socio-sanitaria in favore della popolazione più povera e/o svantaggiata residente in Bosnia Erzegovina e, in modo particolare, dei bambini. L’Associazione offre anche sostegno economico delle Comunità che operano a Medjugorje al fine di realizzare centri sanitari, opere e infrastrutture di rilievo sociale, programmi di intervento e di aiuto umanitario in favore delle fasce più deboli della popolazione.

La regia dello spettacolo è affidata a Marco Poli, che è anche attore protagonista dello spettacolo teatrale, insieme a Vera Macchione.

lo spettacolo è tratto dal libro di Tiziana Iaquinta, che racconta di un evento sconvolgente, improvviso e definitivo, che stravolge la vita di una famiglia che, al di fuori dai comuni luoghi del quieto procedere, conduceva quella che per loro era la scelta di vita. Una figlia, Caterina come fulcro di una nuova ed entusiasmante felicità. Una donna che aveva “cambiato la sua esistenza” nell’incontro con quello che sarebbe diventato prima il compagno di una vita e poi il padre della loro amata figlia. E poi lui, il catalizzatore degli eventi, colui che al di fuori degli schemi aveva imparato ad amare, non senza fatica, ciò che aveva ritenuto da lui distante per molti anni. Una vita vissuta con consapevole e costante libertà. Poi, all’improvviso tutto quello che era stato costruito si rompe, alla vigilia di un giorno di rinascita, l’enorme, instancabile cuore di lui sussulta e tra lo stupore e il dolore di chi lo ama, davvero, si ferma.

Da questo tremendo, irreparabile sgarbo, nasce come da un torrente di emozioni che rompono un fragile argine, il testamento filosofico che Giuseppe, per mano di Tiziana, lascia alla figlia Caterina, con la quale il nuovo Giuseppe era “nato e poi cresciuto”.

Un libro incredibile, intenso, sconvolgente da cui nasce, non senza consapevoli timori, un monologo che utilizzando il linguaggio teatrale amplifica e fissa in immagini e canzoni, le emozioni sgorgate da una penna lucida e poetica.

Lo spettacolo unisce il linguaggio del teatro a quello della musica. La scena è scarna, le luci tagliano atmosfere dense. Il cuore prima di cessare il battito ha l’urgenza di comunicare amore. Di lasciare parole ed emozioni che possano bastare per tutta la vita di chi, suo malgrado, resta. Di chi dovrà crescere senza la presenza fisica di colui che con ogni gesto e pensiero nutriva d’amore le ore.

 

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