– A cura di Stefania De Cindio –
Ci sono le stelle in cielo, ad illuminare questa sera di fate, magia e sogni inespressi; sono tutti lì ad aspettarla … a riporre in quella calza consensi e speranze.
Lei come ogni anno non tarderà ad arrivare, nel silenzio dell’oscurità, e accarezzerà le loro case, passando dai più piccini a chi ormai piccino non lo è più.
Il viso consumato da un anno di duro lavoro, i segni sulle mani, fatica dei giorni passati, quella veste ormai ridotta a straccio, rattoppata qua e là, e la scopa pronta ad affrontare l’ultimo viaggio, lungo … una notte di desideri.
E’ tardi devo sbrigarmi!
Dai l’ultimo sforzo e poi domani rinascerò più forte di prima, pronta a volare sui campi seminati.
Le mie mani da domani saranno prive di fatica e si adopereranno per tutto l’anno che verrà, come hanno sempre fatto.
Aspetta un attimo…
E se stanotte restassi a casa e mi lasciassi spegnere, senza per una volta pensare agli altri?
E se per un attimo mi dimenticassi di tutti loro e pensassi a me?
Potrei provare a sistemare questa gonna malconcia, anzi ne prenderei una nuova e perché no, di seta.
Non ho mai pensato a dare un po’ di luce al mio viso stanco, con un po’ di trucco potrei anche sembrare carina, e per una volta mi guarderei allo specchio senza inorridirmi. Sarebbe bello indossare uno di quei vestiti da serata di gala, tacco 15, al posto di questi scarponi bucati. E poi un po’ di smalto alle mie unghie darebbe il giusto colore alla mia umile vita.
Basta sognare però, i bambini mi aspettano, i loro sogni attendono di essere realizzati. Tutti stasera contano su di me, non c’è spazio per i miei desideri.
In fondo la mia felicità è questa: strappare un sorriso, lavorare un anno nel silenzio per poi completare tutto riempendo di calore e dolcezza le calze di chi mi aspetta. Rubo qualche ora di sonno ma regalo felicità. E’ questa la mia vita e ad esser sincera vale di più di un tacco 15 o di un bel vestito.
Io dono la spensieratezza di una caramella che si attacca al palato e pian piano si lascia assaporare con delicatezza. E’ vero … a volte consegno anche il carbone, a chi ha bisogno di essere motivato, ma il mio carbone ha il retrogusto dolce del miele, il mio carbone rappresenta la speranza.
Non mi piace riempire le calze di caramelle, è come riempire di ghiaccio un cocktail, lo fanno sembrare pieno ma in realtà non lo è. Le calze le riempio con un po’ di tutto, perché rappresenta quello che il nuovo anno porterà, e non deve mancare nulla, ora basta parlare, ora si vola…
E’ una notte fredda, tira aria gelida.
Paola ha lasciato la sua letterina, accanto al letto, aspettando che la Befana la legga e che sia pronta a realizzare i suoi sogni.
Cara Venere, ti chiamo così perché per me sei bella, sei quella che prova a realizzare i miei desideri.Sei buona e generosa. Tutti pensano che tu sia una strega, ma io ti ho sempre immaginata come una fata, che fa le magie, che riesce a colorare il bianco e nero della mia vita. Tu per me sei la speranza, sei quella che mi addolcisce con la sua morbida cioccolata, che generalmente la mamma non mi fa mangiare mai. Sei quella che mi fa trovare le bambole che tanto desidero. Sei quella che fa chilometri con la sua scopa per poter leggere la mia letterina e riempire la calza di tanta dolcezza.
Oggi cara Venere non ti chiedo nulla, ma ti offro qualcosa, anche tu hai bisogno che qualcuno riempia la tua calza e in questa gelida notte, e voglio essere io la tua Befana! Come vedi c’è una calza vicino la mia letterina, piena di cose per te. C’è una caramella alla menta. L’ho scelta perché con tutto il freddo che affronti avrai sicuramente problemi alla gola, la mamma quando ho mal di gola me le fa sempre mangiare. Poi c’è una sciarpa … me l’ha regalata la nonna a Natale ma io volentieri la do a te. Sai io ne ho tante e poi a te serve sicuramente di più. Ho rubato i guanti della mamma per proteggere le tue mani e sono riuscita a recuperare anche un bel cappello di lana così sei tutta riparata e non prendi freddo.
Infine vedi questo foglio tutto stropicciato? L’ho strappato dal libro che mi ha regalato papà. Questa è una mappa segui la
“seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto, fino al mattino, poi la strada la trovi da te, porta all’isola che non c’è”.
Su questa isola, mi ha detto papà, che non esistono le ore ed i minuti e non si invecchia mai, quindi tu potrai tornare ad essere una bambina come me, bella e senza tempo.
Tanti auguri Befana.
Sono le sette e quindici.
Paola si sveglia e corre al camino … non c’è più la sua calza. Al suo posto una cesta piena di cioccolata fa da cornice ad una magica alba.
Un orologio fermo sulle 5 del mattino è poggiato per terra con a fianco un bigliettino: “Grazie piccola Paola”.
…E a pensarci,
che pazzia.
E’ una favola, è solo fantasia.
E chi è saggio, chi è maturo lo sa … non può esistere nella realtà! …
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