L’Associazione Ferrovie in Calabria chiede il ripristino della ferrovia silana, piccolo gioiello nel cuore della Sila, in un lettera indirizzata al Ministro Franceschini
Nonostante le tante attività promozionali e turistiche attivate sul territorio silano, il Parco della Sila, ricchezza inestimabile in Terra di Calabria, sta vivendo un momento di particolare difficoltà. Secondo l’Associazione Ferrovie in Calabria, un grande incentivo nella promozione di un rilancio economico e turistico di questa importante risorsa, sarebbe dato dal ripristino della ferrovia silana, a scartamento ridotto tra Camigliatello e San Giovanni in Fiore, nel cuore dell’Altopiano Silano.

Tanta è la fiducia riposta nel ripristino della ferrovia silana, tanto da spingere la stessa associazione, a scrivere una lettera al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, affinchè si possa procedere ad un intervento serio e mirato.
A chiedere che si possa operare sulla ferrovia in modo da riportarla al suo antico splendore, sono in tanti. A testimoniare l’interesse dimostrato sulla questione è tra gli altri, l’intervento del presidente Roberto Galati.
“E’ ormai innegabile – ha affermato il Presidente – che la voce delle comunità locali, delle associazioni, degli operatori turistici e delle attività commerciali del territorio, sia divenuta un coro che chiede, all’unisono, un intervento immediato per rilanciare l’economia del Parco della Sila, da anni in difficoltà nonostante le tantissime iniziative di promozione turistica avviate dai Comuni, dalle Pro-Loco e dalle Associazioni. Un rilancio che non può che ‘correre’ sugli storici binari delle gloriose Ferrovie Calabro Lucane, da troppi anni dimenticati dalle istituzioni”.
“Non è superfluo ribadire quale sia l’importanza strategica della Ferrovia Silana – ha spiegato Galati – una delle tratte ferroviarie più interessanti sia dal punto di vista paesaggistico che ingegneristico (ad esempio, lungo la linea si trova la stazione più alta d’Italia, S.Nicola Silvana Mansio, posta a 1406 m sul livello del mare) d’Europa, perfettamente integrata nel territorio silano, con le sue bellissime ed eleganti opere ingegneristiche ed architettoniche, per nulla invasive rispetto all’ambiente ed alla natura circostante”.
“Una ferrovia – ha continuato il Presidente – costellata di bellissime stazioni, caselli e piccole fermate, ognuna delle quali può rappresentare un punto di arrivo e partenza di percorsi da trekking, escursioni, visite guidate naturalistiche, culturali e storiche, come nel caso di San Giovanni in Fiore, la cui stazione si trova proprio nel centro abitato, a pochi minuti di cammino dalla celebre Abbazia Florense fondata dall’abate Gioacchino”.
“Non mancano già oggi alcune attività di ristorazione site proprio all’interno di stazioni ferroviarie e caselli – prosegue Galati – le quali rappresentano un valore aggiunto al percorso ferroviario, a maggior ragione in vista di un ritorno del treno a vapore sugli ancora intatti binari silani”.
“Non dimentichiamo che una delle principali fonti di economia dell’area silana, è la neve – ha sottolineato Galati – le attività sciistiche e direttamente connesse, possono conoscere nuova vitalità proprio grazie ad un ripristino del trenino a vapore di Ferrovie della Calabria”.
“L’effetto sull’economia legata al turismo dell’area di Camigliatello – ha infine concluso il Presidente – sarebbe immediato e tangibile, dato che il ripristino del treno a vapore consentirebbe non solo di proporre una ulteriore attrattiva turistica a disposizione dei visitatori, ma anche di valorizzare e integrare il turismo naturalistico sull’altopiano silano”.
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