Secondo le stime del Miur, tanti sono gli ostacoli dei circa 6mila studenti con disabilità iscritti negli istituti scolastici calabresi, strutture poco inclusive ed incapaci di assicurare loro un’adeguata mobilità, a causa delle numerose barriere architettoniche
Nell’anno 2014-2015, sono stati ben 6,5milioni, i bambini con disabilità che si sono iscritti negli istituti scolastici calabresi. Nonostante l’elevato numero di iscrizioni – secondo le stime del Miur, si tratterebbe dell?2,1% del totale degli studenti della regione – gli istituti calabresi sono del tutto impreparati ad accogliere tra i loro banchi, studenti con tali problematiche.

Quelli calabresi sono purtroppo, istituti poco inclusivi, ricchi di barriere architettoniche che limitano lo studente affetto da disabilità, nella sua mobilità. Colpisce che una scuola, sede di formazione, sia sprovvista delle più elementari strumentazioni al fine di consentire al ragazzo disabile, di poter usufruire il più dignitosamente possibile, del diritto all’istruzione.
La presenza di segnali visivi, acustici e tattili per favorire la mobilità dei ragazzi affetti da disabilità – presenti n Calabria, in solo il 17,5% delle scuole primarie e nel 17,9% delle secondarie di I grado – e la costruzione di percorsi interni ed esterni accessibili, nonché l’introduzione di tecnologie informatiche che possano favorire il giovane nell’apprendimento, sono strumenti ed accorgimenti fondamentali, da adottare al fine di rispondere al meglio alle necessità mobili ed educative del disabile, consentendogli un’integrazione adeguata all’interno dell’ambiente scolastico stesso.
Questo, il vergognoso quadro tratteggiato dai dati dell’Istat e del Miur, nell’ambito di Exposanità, l’unico evento italiano che si occupi di sanità ed assistenza, proponendo iniziative speciali dedicate al tema dell’inclusività nell’ambito quotidiano, scolastico, sportivo ed educativo.
Secondo le stime, a registrare il maggior tasso di studenti con disabilità, è l’Abruzzo – 3,3% sul totale degli alunni della regione – seguita da Lazio (3,2%) e Liguria (3%). Basilicata (2%), la Calabria (2,1%) e il Friuli-Venezia Giulia (2,1%) risultano invece essere le regioni con il numero di studenti disabile più basso.
In ambito scolastico, il sostegno è il principale elemento di inclusione, la chiave per l’integrazione. Secondo quanto registrato dalle statistiche, mentre a livello nazionale il rapporto tra numero di alunni con disabilita’ e posti per il sostegno e’ di 1,85, in Calabria diminuisce all’1,49. Nelle regioni del Sud il rapporto si abbassa, in quelle del Nord tende invece ad innalzarsi rispetto alla media nazionale.
Dal punto di vista strutturale, gli istituti calabresi mancano di servizi essenziali alla mobilità dello studente disabile, quali scale a norma, ascensori, servizi igienici specifici, segnali visivi, tattili e acustici, percorsi interni ed esterni che facilitino gli spostamenti. A testimoniare la triste realtà, i dati dell’Istat, secondo cui “in Calabria le scuole che hanno scale a norma sono il 64,2% delle primarie e l’80,3% delle secondarie di I grado mentre i servizi igienici a norma sono presenti nel 65,3% di scuole primarie e nel 70,2% delle secondarie di I grado”.
In Calabria, tante sono le barriere da abbattere al fine di rendere finalmente idonei gli istituiti calabresi. A rendere difficile la vita dello studente disabile, non solo barriere architettoniche, ma anche tecnologiche. Fondamentali per il processo formativo dello studente disabile, sono le postazioni informatiche, considerate dei veri e propri “facilitatori” nel processo di inclusione nonché di apprendimento. Anche in questo caso, i dati elaborati da Exposanità su base Istat, nelle scuole calabresi, denotano un deficit anche in relazione a questo ambito. In Calabria infatti, “il 27,4% delle scuole primarie e il 26,8% delle secondarie di I grado ancora non si è dotata di postazioni informatiche destinate alle persone con disabilità. L’ideale – si sottolinea – sarebbe avere all’interno dell’aula stessa, una postazione informatica con periferiche hardware speciali e programmi specifici per l’insegnamento, ma solo il 34,9% delle scuole primarie il 30,8% delle secondarie di primo grado hanno aule dotate di queste attrezzature”.
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