Il critico d’arte appoggia la candidatura dell’ex sindaco di centrodestra e pensa anche a una lista

Ricordando il suo impegno per il centro storico di Cosenza, il critico d’arte (prestato per un breve periodo alla politica) ha dato un senso a questa sua presa di posizione: “Sono legato a Cosenza da una lunga storia che è generalmente ricordata dalle persone che hanno visto la loro città rinascere proprio nel momento in cui io ho rivisitato il centro storico. Da qui una consapevolezza diffusa tanto da rianimarlo. Mi sembra dunque che chiunque possa riconoscere che Cosenza è un luogo in cui la mia presenza ha una logica, un senso e una storia” ha spiegato in una intervista a Zoom24.
“Per Cosenza ho dato una disponibilità conoscendo il lavoro di Occhiuto e per le cose che ho detto rispetto al mio passato con la città” ha spiegato, prima di lanciare una stoccata all’altro candidato sindaco, Lucio Presta: “Io ho fatto per Cosenza quello che Presta, che pure è calabrese, non ha neanche pensato, quindi avrei potuto candidarmi a sindaco più di lui. Resta l’idea di sostenere Occhiuto per la rinascita di Cosenza. Un’opportunità doverosa”.
Nella stessa intervista, Sgarbi ha colto l’occasione per commentare anche lo scambio di battute via Instagram tra Presta e Flavio Briatore, una vicenda che ha occupato le cronache politiche degli ultimi giorni (sebbene Presta sulla pagina Facebook di Amo Cosenza abbia sottolineato il fatto che quella del patron del Billionaire non fosse altro che una provocazione in amicizia).
“Penso che Presta e Briatore non hanno nessuna possibilità di aiutarla a rivivere se non nella dimensione sbagliata legata alla loro visione del mondo che è l’opposto di quello che io penso, cioè un mondo di divi, di dimensione americana, spettacolare che non serve affatto a Cosenza” ha commentato Sgarbi. “Quindi credo che ciò sia profondamente sbagliato. Credo anzi che Briatore forse non ci sia mai neanche stato a Cosenza: Può darsi che la conosca, perché sua moglie è calabrese, però la sua idea di sviluppo è legata allo spettacolo. Il vero sviluppo invece è nella direzione di Matera, capitale europea della cultura. Ma non mi sembra che sulla cultura né Briatore né Presta…”.
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