ArticoloVENTUNO chiede chiarezza sui ritardi dell’anfiteatro. Paternostro: «Opera ereditata e mai partita, l’area va restituita ai cittadini».
Non convince, e non da oggi, ciò che sta accadendo nell’area nei pressi della Torre di Milone, a Cassano, dove è in corso la realizzazione di un anfiteatro.
Un progetto che, fin dalla sua nascita, ha sollevato forti perplessità, che abbiamo sempre avversato e che continua oggi più di ieri a far discutere.
Come ArticoloVENTUNO abbiamo sollevato sin da subito dubbi rilevanti, sia per la portata dell’opera rispetto al contesto naturalistico in cui dovrebbe inserirsi, sia perché si interviene in una zona che meriterebbe tutela e valorizzazione, non cementificazione.
Si tratta di un intervento ereditato dalla precedente amministrazione, che oggi pone evidenti criticità nella fase attuativa.
A distanza di tempo, i fatti parlano chiaro: i lavori non sono mai partiti, ci si dovrebbe arrangiare fra varianti e mancate autorizzazioni ed un silenzio della politica che diventa ogni giorno più pesante.
È proprio per questa situazione che riteniamo che l’Amministrazione Comunale abbia oggi il dovere e l’opportunità di fornire un quadro chiaro su cosa succede e su eventuali criticità ed errori di progettazione che sono emerse.
Sui lavori pubblici, per lo più interventi che impegnano ingenti risorse finanziarie, non sono ammesse zone d’ombra: i cittadini hanno il diritto di essere informati e di ricevere risposte puntuali.
Si faccia piena chiarezza dunque, anche per distinguere responsabilità passate dalle scelte che oggi si è chiamati a compiere.
Chiediamo, inoltre, che al di là di eventuali analisi di natura tecnica, qualora emergano responsabilità di natura politica, queste non vengano edulcorate né coperte da giustificazioni di comodo, ma siano richiamate con chiarezza e senza ambiguità.
Non si tratta di alimentare polemiche, ma di garantire trasparenza e di segnare una discontinuità netta tra ciò che è stato e ciò che è oggi, affinché Cassano possa conoscere fino in fondo la verità dei fatti.
Nel frattempo, ciò che è sotto gli occhi di tutti è lo stato in cui versa l’area.
Pensiamo sarebbe opportuno intervenire per ridurre e delimitare il perimetro del cantiere (fermo), restituendo almeno in parte gli spazi ai cittadini, consentendo nuovamente la fruizione delle panchine e dell’area pedonale – sottratte ormai da troppo tempo alla collettività – assieme ad un intervento urgente di pulizia dalle erbacce, di manutenzione e di recupero del decoro.
Con l’arrivo della stagione estiva, quella zona torna ad essere un punto di riferimento soprattutto per famiglie e bambini, anche per la presenza del parto giochi e del viale che permette lunghe passeggiate e bisogna ristabilire un’immagine decorosa.
Restituire dignità a tutta quell’area, e lavorare per valorizzare la sua giusta vocazione, non è una concessione, ma un dovere.
Un dovere della politica verso i cittadini e verso il territorio.

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