Nel confronto culinario tra chef Roselli e chef De Zerbi il piatto tipico catanzarese presentato dal tecnico dei foggiani è andato di traverso ai tifosi rossoneri.
Quali le specialità di un tecnico, quali le specialità dell’altro? Due modi totalmente diversi di intendere il calcio, due modi differenti di approcciarsi alla cucina. Abbiamo voluto puntare su un paragone gastronomico per evidenziare due mondi a sè, molto distanti l’uno dall’altro. Partiamo dalla location, anche qui le differenze sono nette. Chef Roselli ospita i suoi clienti in un locale in perfetto stile osteria; sedie di legno, tovaglie a quadri, cestini di vimini con pane casereccio, a casa del mister umbro si bada più alla sostanza che all’estetica. Tutt’altra atmosfera nel ristorante di chef De Zerbi. Prenotazione obbligatoria, ambiente raffinato, consigliato l’abbigliamento d’ordinanza per non fare brutta figura, si respira aria di locale da stella Michelin. Accoglienza timida in casa rossoblu, antipasto tipico ma non abbondante, mai dare tutto all’inizio, il rischio di riempirsi la pancia troppo presto e appesantirsi da subito è grande, meglio assaggiare, pregustare il top delle portate per arrivare sazi solo a fine pasto.

In casa Foggia la voglia di stupire è alla base dell’accoglienza, fin dal primo ingresso in sala si nota l’eleganza del servizio, un entrèe accattivante, un antipasto delicato ma ricercatissimo, ingredienti di qualità e dal gusto forte che stimolano i palati più raffinati. Il primo (tempo) nella tana dei lupi è basic, poco spazio al design del piatto, una pasta fatta in casa servita nella terracotta, vecchia maniera, l’intento è affondare il colpo con il secondo (tempo). Nel ristorante dei satanelli il primo è di alta qualità, sapori spinti e decisi, di sicuro impatto, servito da un maitre competente e professionale, che ha il chiaro intento di mostrare da subito le creazioni di chef De Zerbi. Non ha nessuna voglia di abbassare la guardia, preferisce mantenere il livello del pranzo su una linea costante di assoluta eccellenza culinaria.
Con il secondo piatto chef Roselli cambia marcia, serve un portata molto sostanziosa, di quelle che cambiano in positivo il corso del pranzo e di tutta la giornata. De Zerbi invece toppa clamorosamente, tenta di stravolgere le sue idee di cucina servendo un piatto tipico catanzarese, il morzello alla Iemmello. Il risultato è pessimo, un fallimento su tutta la linea, indigestione garantita. In casa Foggia una lunga settimana a base di gaviscon.
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