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Fuori come va?

E’ una storia d’amore tormentata quella tra il Cosenza e la sua firm. Come trascorre la domenica chi decide di disertare puntualmente il S.Vito Marulla?

Dichiarare il proprio amore ai colori rossoblu non è impresa facile. La riconoscenza nei confronti dei tifosi è stata merce rara da questi parti. Da quel maledetto 2003 in poi è cambiato tutto. Tanti hanno cementificato nelle sofferenze il proprio attaccamento, perchè è nelle difficoltà che si dimostrano i veri sentimenti. Sono gli irriducibili, quelli che hanno seguito la squadra negli anni bui della serie D. E’ stato un amore a senso unico. Troppe volte però il Cosenza ha tradito la sua gente. Il perdono in questi casi non è cosa facile, la ferita è profonda e non si è mai rimarginata del tutto. Tutti insieme siamo caduti, ci siamo rialzati a fatica e siamo caduti nuovamente. Non siamo i soli per fortuna, nel panorama calcistico nazionale degli ultimi anni i fallimenti continui sono diventati una triste consuetudine. Nonostante adesso siamo in piedi, ben stabili sulle nostre gambe, c’è chi non riesce a mettersi alle spalle questa traumatica esperienza.

Torcida rossoblu in Cosenza-Ischia
Torcida rossoblu in Cosenza-Ischia

Le brutte esperienze del passato sono un boccone troppo amaro da mandare giù. Da allora lo stadio si è pian piano svuotato, tranne rarissime occasioni. Come se il Cosenza fosse svanito nel nulla, come se quella passione incondizionata e incondizionabile di una volta si fosse trasformata in totale indifferenza. Succede di frequente anche nelle più grandi storie d’amore, ma questa non può e non deve essere la classica storia d’amore. Il Cosenza ha sbagliato, ci ha colpiti nel segno, ma è rinato con un altro volto, è cambiato e si è fatto apprezzare nuovamente. Ora voglio rivolgermi a te che hai smarrito la tua fiducia. Come ti senti a passare le tue domeniche fuori dal tuo habitat naturale? Fuori da quella tana che è stata il tuo rifugio per anni. Sembra passata un’eternità da quando consumavi il tuo pranzo in fretta e in furia per arrivare in tempo nella tua curva, ora stai lì seduto a tavola fino al momento del caffè.

Pensi di aver trovato la pace dei sensi liberandoti di quella ossessione? Nel tuo cuore e nella tua mente resistono ancora un nugolo di emozioni stagnanti e nascoste, pronte a uscire fuori in un nonnulla. Siete in tanti, contagiati da una malattia pericolosa che si è diffusa a macchia d’olio nella nostra città. Nell’arco di una vita si possono cambiare abitudini, hobby, donne, ma la squadra del cuore no, non si può accantonare. Torna ad essere vivo, a gioire, a vivere le tue emozioni. Il vero attaccamento per i colori rossoblu è sopito e tu lo sai bene. Metti una pietra sul passato, la tua squadra ha bisogno di te per tornare a vivere momenti gloriosi. Fuori come va? Bene o male che vada si sta meglio dentro, te lo posso garantire.

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