La decisione dell’Amministrazione Falcomatà per dare giusta sepoltura ai corpi arrivati in città la scorsa domenica. Non è stato possibile effettuare il riconoscimento delle salme

A Reggio Calabria l’eterno riposo per le salme di 45 migranti vittime dell’ennesimo naufragio consumatosi nel Canale di Sicilia negli scorsi giorni e giunti nel capoluogo calabro domenica a bordo del pattugliatore della Marina Militare, “Vega”: 3 bambini, 36 donne e 6 uomini, infatti, hanno trovato sepoltura quest’oggi nel piccolo cimitero di Armo, una frazione collinare della città.
A deciderlo, l’Amministrazione del sindaco Giuseppe Falcomatà che ha messo a disposizione quest’area per permettere alle vittime del mare di avere una degna sepoltura, proprio nel giorno della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Lampedusa proprio per ricordare i tanti morti delle ultime settimane.
Le salme, indicate solo con dei numeri vista l’impossibilità di un riconoscimento anche a causa delle terribili condizioni in cui i corpi sono stati recuperati dopo il naufragio, sono state benedette dall’arcivescovo di Reggio Calabria mons. Giuseppe Fiorini Morosini; a seguire, la preghiera islamica recitata dal figlio di un Imam. A chiudere la cerimonia, preghiera e canti svolti in lingua subsahariana.
“Era doveroso dare una degna sepoltura a queste persone, vittime di una tragedia che non accettiamo” ha spiegato il sindaco Falcomatà. “Non è un caso – ha aggiunto – la data di oggi, all’indomani della Festa della Repubblica. I valori della nostra Costituzione non sono altrettanto normali a pochi km da qui. Con questo gesto la città di Reggio vuole essere esempio di accoglienza, di inclusione”.
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