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Reggio Calabria, nel cimitero di Armo le salme di 45 migranti morti nel Canale di Sicilia

La decisione dell’Amministrazione Falcomatà per dare giusta sepoltura ai corpi arrivati in città la scorsa domenica. Non è stato possibile effettuare il riconoscimento delle salme

Nave con a bordo 211 migranti
Nave con a bordo 211 migranti

A Reggio Calabria l’eterno riposo per le salme di 45 migranti vittime dell’ennesimo naufragio consumatosi nel Canale di Sicilia negli scorsi giorni e giunti nel capoluogo calabro domenica a bordo del pattugliatore della Marina Militare, “Vega”: 3 bambini, 36 donne e 6 uomini, infatti, hanno trovato sepoltura quest’oggi nel piccolo cimitero di Armo, una frazione collinare della città.

A deciderlo, l’Amministrazione del sindaco Giuseppe Falcomatà che ha messo a disposizione quest’area per permettere alle vittime del mare di avere una degna sepoltura, proprio nel giorno della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Lampedusa proprio per ricordare i tanti morti delle ultime settimane.

Le salme, indicate solo con dei numeri vista l’impossibilità di un riconoscimento anche a causa delle terribili condizioni in cui i corpi sono stati recuperati dopo il naufragio, sono state benedette dall’arcivescovo di Reggio Calabria mons. Giuseppe Fiorini Morosini; a seguire, la preghiera islamica recitata dal figlio di un Imam. A chiudere la cerimonia, preghiera e canti svolti in lingua subsahariana.

“Era doveroso dare una degna sepoltura a queste persone, vittime di una tragedia che non accettiamo” ha spiegato il sindaco Falcomatà. “Non è un caso – ha aggiunto – la data di oggi, all’indomani della Festa della Repubblica. I valori della nostra Costituzione non sono altrettanto normali a pochi km da qui. Con questo gesto la città di Reggio vuole essere esempio di accoglienza, di inclusione”.

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