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La conferma del Panda

Prima mossa importante del neo DS Cerri per il mercato dei lupi. Andrea Arrighini si veste di rossoblu per altri due anni.

E poi succede quello che non ti aspetti. Un’ulteriore conferma di quanto siano imperscrutabili gli scenari del calciomercato. Non più tardi di qualche settimana fa si parlava di una conferma scontata per La Mantia e di un Arrighini sul piede di partenza, in procinto di ritornare in casa Avellino con il ruolo di bomber di scorta. E invece il Cosenza ha stupito tutti con una mossa a sorpresa. Dopo le conferme dei vari Statella, Criaco e quella ormai prossima di Corsi, è arrivata anche quella di Arrighini, riscattato a titolo definitivo e messo sotto contratto fino a Giugno 2018. Sulla decisione, confermata ieri dalla società rossoblu con un comunicato ufficiale, ha sicuramente contato il parere di mister Roselli. Non è un segreto per nessuno il difficile rapporto umano intercorso nell’ultimo campionato tra il tecnico e bomber La Mantia. A pesare sulla decisione dell’ex cannoniere rossoblu, a segno 13 volte nella stagione appena conclusa, di accasarsi alla Pro Vercelli sarà stata senz’altro la voglia di misurarsi con un campionato di categoria superiore. Non è da però da escludere che l’assenza di feeling tra giocatore e allenatore abbia influito sulla scelta di cambiare aria.

Lo stendardo dei tifosi dedicato ad Andrea Arrighini
Lo stendardo dei tifosi dedicato ad Andrea Arrighini

Così si è deciso di virare sulla conferma di Andrea Arrighini, protagonista di un campionato appena sufficiente, concluso con 9 realizzazioni. Il Panda non ha vissuto una stagione facilissima, da lui ci si attendeva uno score superiore. Spesso gli è mancata sotto porta la freddezza del cecchino implacabile. Ora è chiamato a far ricredere i suoi critici più spietati incrementando il suo bottino personale. Di armi a sua disposizione per riuscire nell’impresa ne ha e sono quell’impegno e quello spirito di sacrificio mai venuti meno. Le caratteristiche del riccioluto attaccante appaiono più congeniali al metodo di gioco di Roselli rispetto alla svogliatezza mostrata dal suo ex collega di reparto La Mantia in alcuni frangenti. Emblematico il caso Monopoli, quando un Roselli imbufalito richiamò in panchina il bomber di Marino dopo appena 19 minuti dal suo ingresso in campo. La rosa del Cosenza ad oggi annovera i soli Arrighini e Cavallaro nel reparto offensivo, Cerri è chiamato a puntellare l’attacco con altri innesti, tra cui si attende senza ombra di dubbio il colpo da novanta capace di accendere l’entusiasmo.

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