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Italia, una Repubblica basata sull'offesa

Italia, una Repubblica basata sull’offesa

Non bisogna andare molto lontano per rendersi conto che noi Italiani, oltre a essere un popolo di santi, poeti, navigatori e allenatori di calcio, siamo i più fantasiosi in tema di insulti gratuiti e/o motivati.

Prendete Zazà e Pellè: dopo Renzi e Salvini in questo periodo sono i maggiori destinatari di ingiurie e frasi al limite della decenza. Credo che ognuno di noi vedendo il rigore calciato da Pellè abbia esclamato almeno un ” Perbacco, come è stato sfortunato il nostro centravanti nell’esecuzione di questo gesto tecnico” o “Perdindirindina Zaza non ha sfruttato al meglio questa chiara opportunità per mettere una seria ipoteca alla lotteria dei rigori contro i temuti avversari tedeschi”.

Italia, una Repubblica basata sull'offesa
Italia, una Repubblica basata sull’offesa

Ma anche tra calciatori stessi la situazione non è tra le migliori. Tutti ricorderanno il gesto delle corna che Cassano rivolse a un arbitro: avrà voluto intendere che è cornuto??? No semplicemente Cassano voleva spiegare che quello era un gesto scaramantico. Se il mondo dello sport non se la passa bene visto che ogni azione viene ripresa dalle TV , lo stesso non si può dire della politica: i politici sono tutti gentleman o donne con sani principi e mai si lascerebbero andare a frasi colorite. Uno come Sgarbi ad esempio che per salutarti dice : “Culattone, raccomandato” o prendete la Mussolini.. o uniteli come in una puntata di Art Attack. Fatto? Ecco avete fabbricato un qualcosa che se esplode fa più danni di una centrale nucleare.

Le ingiurie più ricorrenti sono quelle a sfondo sessista: è di questi giorni la felice frase di De Luca, bizzarro governatore della Campania, “La Raggi è una bambolina imbambolata”. La stessa bambolina, dovrebbe ricordarsi De Luca, che ha preso il 70% dei consensi al ballottaggio delle comunali di Roma che come comune è leggermente più di Figaccia in provincia di Olbia. Ma glielo hanno spiegato a De Luca che la Raggi è di quel movimento col vaffanculo facile?

La sentenza 28 febbraio 2008, n. 9084 della Suprema Corte (Sezione V Penale) ha stilato una sorta di elenco di “epiteti” che, in alcuni casi, è ammissibile, o comunque non punibile, rivolgere agli uomini di governo e ai politici in genere. Ne consegue che tecnicamente posso chiamare “Buffone” De Luca senza essere punito a patto che il mio epiteto si riferisca al suo operato politico..ora che ci penso bene posso rincarare la dose.

E’ facile intuire che il campione dell’offesa gratuita a sfondo sessista è l’inventore del Bunga-bunga Silvio Berlusconi: si passa dal ” Posso palpare un po’ la signora” riferendosi all’assessore Lia Beltrami al ” Se si guarda alla specchio si rovina la giornata” riferendosi alla Bresso ex –governatrice della Regione Piemonte. Rimanendo a Destra si ricordano la caduta di stile di Calderoli nei confronti della ministra Cecile Kyenge allorchè disse di lei ” Quando la vedo non posso non pensare a un orango”…Manco fosse Balotelli (per le movenze…mai mi permetterei di discriminarlo per il suo colore della pelle). L’ex governatore del Lazio (sarà un caso…l’ennesimo governatore) Storace in una delle sue tante uscite infelici disse “Lo sapete perché il Ppi rimane così piccolo? Perché ce l’ha in mano Rosy Bindi”. E pare che il virus dell’offesa gratuita non risparmi i novizi: Nicola Morra del movimento 5 stelle esordisce con un “La Boschi sarà ricordata più per le forme che per le riforme”.
I politici però sono bravi a insultarsi un po’ su tutto: Angelo Garbini di Sel “Dolores Valandro sarebbe da mollare in un recinto con una ventina di negri assatanati”.

Matteo Salvini: “Ilaria Cucchi mi fa schifo […]. Si deve vergognare”. Offendere in politica non è un fenomeno recente e ci sono caduti anche personaggi come Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro, Amintore Fanfani e soprattutto non è un fenomeno tipicamente italiano . Pare che la più grande destinataria di insulti sia la sergente di ferro Margaret Thatcher. In un episodio fu Lord St John of Fawsley ad essere poco cortese: “Quando parla senza pensare, dice ciò che pensa”.

L’offesa insomma non risparmia nessuno dei politici e tra i suoi maggiori rappresentanti inseriamo personaggi famosi come Wiston Churchill, Benjamin Disraeli, La Regina Vittoria…

E la nostra Sinistra??? Sarebbe assurdo pensare che loro siano perfetti anzi… perciò mi piace chiudere con due frasi : la prima è di Romano Prodi, la seconda invece è un raffinato ragionamento ingiurioso fatto dal nuovo assessore cosentino Vittorio Sgarbi nei confronti di un suo avversario politico.

“Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni”. (Romano Prodi)
“Capra, capra, capra, capra, capra, capra, capra, capra, capra, capra,…) (Vittorio Sgarbi)

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