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Nicola Gratteri

Nicola Gratteri scuote la regione: “Il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione”

La ‘ndrangheta e la politica non privilegiano più ai piani alti, il primo posto per pericolosità spetta alla pubblica amministrazione. Il neo procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, rilascia dichiarazioni che scuotono gli ambienti della pubblica amministrazione: quadri considerati peggio dei politici e della ‘ndrangheta

Durante l’evento “Legalità e Musica”, dedicato al tema “La giustizia oltre la repressione”, tenutosi a Reggio Calabria, il neo Procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri ha messo in evidenza, attraverso le sue dichiarazioni, il vero dilemma che soffoca la Calabria: “Prima ancora della politica e della ‘ndrangheta, il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione. Ci sono direttori generali che da vent’anni sono nello stesso posto, e da incensurati gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso”.

Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

Nonostante numerose denunce ed inchieste, i colletti bianchi continuano ad essere i veri protagonisti oltrepassando la politica, infatti, la pubblica amministrazione sembra essere il nuovo centro di potere. Quasi la metà delle imprese, si ritrova ad istituire le gare d’appalto, avendo tra i primi clienti l’apparato amministrativo, che per emettere fattura farà attendere l’imprenditore per circa 5 mesi.

Le dichiarazioni di Gratteri trovano fondamenta nelle parole di Carlo Tansi, capo della Protezione civile calabrese nominato da meno di un anno dal presidente Mario Oliverio. In un durissimo attacco Tansi scende nello specifico ed afferma: “Succede per esempio che il bando per acquistare mezzi fondamentali per la pulizia dei letti dei fiumi sta fermo per mesi e invece la gara per le divise degli operai si affida subito e va immediatamente in pagamento”.

Ancora più pungenti le parole dell’ex presidente di Confindustria Pippo Callipo, che giungono dalla sua esperienza personale: “Taglieggiano gli imprenditori molte volte costringendoli a chiudere. Quando ho denunciato questo stato di cose sono stato vittima di una serie di controlli e ispezioni, mi volevano far tacere, ma non ce l’hanno fatta, io sono un uomo libero”.

Nonostante tutto ciò, gran parte dei dirigenti continua a primeggiare sulle “poltrone rosse” e non solo, a quanto pare vengono anche promossi collezionando nuovi incarichi e avanzando di livello, senza applicare il sistema del merito in base al quale la titolarità degli uffici pubblici viene assegnata a seguito di una valutazione oggettiva della capacità di svolgere le relative funzioni.

Bisognerebbe applicare la pratica politica dello spoil system, secondo cui le forze politiche al governo, affidano la guida della complessa macchina amministrativa a dirigenti che ritengono che possano e vogliano raggiungere gli obiettivi politici. La Calabria vive, invece, il senso più negativo di questa pratica, le forze politiche al governo distribuiscono a propri simpatizzanti le varie cariche istituzionali, la titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere, come incentivo a lavorare per il partito o l’organizzazione politica, e in modo da garantire gli interessi di chi li ha investiti dell’incarico. Uno stato di cose, che allontana sempre più la Calabria dall’essere una regione al passo con l’Europa.

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